Uzbekistan - Racconto del mio viaggio in Uzbekistan

Uzbekistan - Racconto del  mio viaggio in Uzbekistan

Uzbekistan
Sulla via della seta

di Giovanni Camici

Questa regione un tempo faceva parte di antichi stati persiani, tra cui la Battriana, Corasmia e Sogdiana. Sotto la dinastia Kusana, si diffuse il buddismo, eattraverso una diramazione della via della seta iniziarono i commerci con il resto del mondo, favorendo lo sviluppo e ricchezza della proprie città.

Con il declino della dinastia Kusana, il territorio tornò sotto la dinastia persianadei Sasaniti. Nel VI sec. arrivano i turchi kok, dalle steppe del nord, mentre nelVIII, gli arabi introdussero la religione mussulmana. Dopo di essi ritornano i persianiSamanidi intorno al X sec., facendo si che Bukhara diventi una città nevralgicanella regione, un centro intellettuale religioso e commerciale. Lo scià dell’Asiacentrale governò fino all’arrivo di Gengis Khan nel XIII sec., fino alla presa dipotere da parte di Temerlano, lo spietato condottiero, che fece di Samarkanda, unasplendida città islamica e architettonica.

Il nostro giro inizia da Teskent (o Tashkent) lacapitale dei giorni nostri e del passato, anche se alternata a Samarkanda, ma poiripreso il titolo sotto lo Zar di Russia, visitando mercati madrase, moschee dicui è ricco tutto il paese e dintorni come Khast imom dove risiede il gran Mufti.


Tashkent - Oliy Majlis (parlamento uzbeco)
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)

Come ogni citta anche la capitale è divisa in due parti, quella costruita nell’erasovietica e la parte islamica; da qui possiamo spostarci a Samarcanda(si propriola famosa Samarcanda !!!!), la città costruita da Tamerlano, e suo nipote Ulughbekeconquistata da Alessandro Magno, che la trovò ancora più bella di come era descrittaMarakanda (il suo antico nome!). Qui si susseguirono turchi, arabi,persiani finoai mongoli, tutti gli scià della Corasmia governarono la città, fino all'arrivodella furia di Gengis khan, causando la fine della città, se Tamerlano non decidevadi farne la propria capitale, ma nel XVI sec. gli Shaybanidi uzbeki, prendendo ilpotere portarono la capitala a Bukhara, e da allora inizio il declino di Marakanda.


Tashkent - moschea Juma del venerdì
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)

In seguito un emiro di Bukhara cercò di far rivere la città, ma il massimo di vitalitàlo raggiunse con l’arrivo dei russi, che la collegarono su strada ferrata al restodell’impero, e proclamata capitale della ex Repubblica Socialista Sovietica finoa che non fu sposata a Taskent.

Da non dimenticare di visitare la citta natale diTamerlano Shakhrisabz, con i suoi monumenti, attraverso le colline dello Zerravshan,diventata strada nevralgica, durante l’ invasione sovietica dell’Afganistan, daqui passavano truppe e rifornimenti militari.


Tashkent - madrasa Kukeldash (scuola)
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)


Tashkent - moschea Khast Imam
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)


Tashkent - vendita di latticini al bazar Chorsu
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)


Tashkent - venditori di plov (piatto locale a base di riso)
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)


Tashkent - donne al bazar Chorsu
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)


Tashkent - venditrici di spezie
(capitale dell'Uzbekistan, nella regione Tashkent)

Troverete altre fotografie del mio viaggio nelle pagine:

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Approfondimenti

Uzbekistan

Paese multiculturale, dalla storia complessa e ricca di contraddizioni e con uno sconfinato patrimonio artistico e folkloristico: l'Uzbekistan, una delle perle più preziose di tutta l'Asia centrale.

Confinante con il Turkmenistan a ovest, con il Kirghizistana a nord e a est e con il Tagikistan e l'Afghanistan a sud, l'Uzbekistan è una nazione appartenuta all'ex Unione Sovietica che gode di un paesaggio quasi totalmente pianeggiante e per la maggior parte dominato dalla steppa e da ampie sezioni desertiche.

I viaggi in Uzbekistan offrono l'incredibile opportunità di ammirare strutture architettoniche e monumentali antichissime e di sconfinata bellezza, come il Registan, la maestosa moschea di Bibi-Khanym a Samarcanda, il minareto di Kalta Minor a Khiva e la madrasa di Kukeldash a Tashkent.

Nei tour in Uzbekistan, imperdibili sono, poi, i coloratissimi e vivaci mercati, come il bazar Chorsu, il mercato di Samarcanda e i tre bazar coperti di Bukhara, luoghi dove è possibile farsi travolgere dal fascino di una terra leggendaria che regala emozioni uniche e indelebili.

Quando andare in Uzbekistan? | Cosa mangiare in Uzbekistan? | Cosa è bene sapere su lingua, religione, feste e usanze in Uzbekistan? | Quali sono i numeri utili e di emergenza in Uzbekistan? | Quali sono gli orari commerciali in Uzbekistan?

Quando andare in Uzbekistan?

Il periodo migliore per andare in Uzbekistan è la primavera, momento dell'anno nel quale il clima è mite e il deserto fiorisce per un tempo molto breve ma realizzando uno spettacolo a dir poco sublime.

Per gli amanti dello shopping gastronomico è l'autunno la stagione migliore per un soggiorno in questa nazione, poiché i mercati sono pieni di svariati tipi di frutti appena colti.

Per coloro che, invece, desiderano fare trekking sulle montagne, i mesi più adatti sono quelli estivi, durante i quali si evita di venire sorpresi da violente precipitazioni o da abbondanti nevicate.

Cosa mangiare in Uzbekistan?

La cucina uzbeka risente profondamente delle innumerevoli tradizioni che si sono susseguite nella lunga storia nazionale, essa comprende perciò ricette e preparazioni che derivano dall'incrocio di diverse cucine, greca, persiana, indiana, russa, araba e cinese, le quali hanno reso la gastronomia di questo Paese unica e ricchissima di sapori deliziosi.

Tra i piatti tipici dell'Uzbekistan ai quali non si può di certo rinunciare ci sono: il plov, piatto principale della cucina uzbeka a base di cipolla, carota, carne, olio e riso il samsa, fagottini di pasta sfoglia cotti nel tandoor e ripieni di carne, cipolle, zucca, patate, cavolo e noci e i manty, grandi ravioli cotti a vapore e ripieni di carne, marinata con spezie e cipolla.

Trattando di cosa mangiare in Uzbekistan, è d'obbligo menzionare gli squisiti dessert come il ciak ciak, tipico dolce tartaro con impasto aromatizzato alla vodka e ricoperto di glassa di miele, da accompagnare con uno degli innumerevoli tè locali, che addolciscono ogni momento della giornata.

Cosa è bene sapere su lingua, religione, feste e usanze in Uzbekistan?

In Uzbekistan la lingua ufficiale l'uzbeco, che è parlato dalla maggioranza della popolazione. Il russo è la lingua che viene utilizzata parallelamente all'uzbeko, sia nella vita comune che nelle attività commerciali e governative. Sono pure registrate minoranze linguistiche come il tagico, parlato a Bukhara e a Samarcanda.

La confessione predominante in Uzbekistan è l'Islam, seguita da minoranze che aderiscono alla Chiesa russo-ortodossa e all'ebraismo.

Tra le festività principali in Uzbekistan, quella più sentita è la Festa del Navrus, durante la quale il 21 marzo di ogni anno si celebra per ben 13 giorni il risveglio della natura e della vita. Tra i riti tipici vi sono quello di buttare le cose vecchie e quello di piantare nel giardino di casa alberi da frutto, mentre le strade e le piazze si animano con parate spettacolari, mercatini, danze e spettacoli popolari. Altre feste importanti in Uzbekistan sono, poi, il Festival dei bambini per la pace e il disarmo, che si tiene ogni 23 ottobre a Samarcanda il Ramadan e l’Aid al-Adha, o Festa del Sacrificio, celebrata durante il decimo giorno del mese del pellegrinaggio, secondo il calendario lunare.

Quali sono i numeri utili e di emergenza in Uzbekistan?

In caso di emergenza in Uzbekistan è necessario digitare:
- 101, per chiamare il servizio antincendio.
- 102, per contattare la polizia.
- 103, per chiamare un'ambulanza.

Numeri utili da conoscere sono pure:
- 080, per mettersi in contatto con le strutture sanitarie private.
- 1050, per il servizio di soccorso.

Quali sono gli orari commerciali in Uzbekistan?

In Uzbekistan gli uffici postali ricevono il pubblico da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00.

Gli orari commerciali, invece, vanno dalle 9.00 alle 19.00, da lunedì a venerdì.
I ristoranti posso essere chiusi per il pranzo durante tutto il periodo del Ramadan.

Uzbekistan

Paese multiculturale, dalla storia complessa e ricca di contraddizioni e con uno sconfinato patrimonio artistico e folkloristico: l'Uzbekistan, una delle perle più preziose di tutta l'Asia centrale.

Confinante con il Turkmenistan a ovest, con il Kirghizistana a nord e a est e con il Tagikistan e l'Afghanistan a sud, l'Uzbekistan è una nazione appartenuta all'ex Unione Sovietica che gode di un paesaggio quasi totalmente pianeggiante e per la maggior parte dominato dalla steppa e da ampie sezioni desertiche.

I viaggi in Uzbekistan offrono l'incredibile opportunità di ammirare strutture architettoniche e monumentali antichissime e di sconfinata bellezza, come il Registan, la maestosa moschea di Bibi-Khanym a Samarcanda, il minareto di Kalta Minor a Khiva e la madrasa di Kukeldash a Tashkent.

Nei tour in Uzbekistan, imperdibili sono, poi, i coloratissimi e vivaci mercati, come il bazar Chorsu, il mercato di Samarcanda e i tre bazar coperti di Bukhara, luoghi dove è possibile farsi travolgere dal fascino di una terra leggendaria che regala emozioni uniche e indelebili.

Quando andare in Uzbekistan?

Il periodo migliore per andare in Uzbekistan è la primavera, momento dell'anno nel quale il clima è mite e il deserto fiorisce per un tempo molto breve ma realizzando uno spettacolo a dir poco sublime.

Per gli amanti dello shopping gastronomico è l'autunno la stagione migliore per un soggiorno in questa nazione, poiché i mercati sono pieni di svariati tipi di frutti appena colti.

Per coloro che, invece, desiderano fare trekking sulle montagne, i mesi più adatti sono quelli estivi, durante i quali si evita di venire sorpresi da violente precipitazioni o da abbondanti nevicate.

Cosa mangiare in Uzbekistan?

La cucina uzbeka risente profondamente delle innumerevoli tradizioni che si sono susseguite nella lunga storia nazionale, essa comprende perciò ricette e preparazioni che derivano dall'incrocio di diverse cucine, greca, persiana, indiana, russa, araba e cinese, le quali hanno reso la gastronomia di questo Paese unica e ricchissima di sapori deliziosi.

Tra i piatti tipici dell'Uzbekistan ai quali non si può di certo rinunciare ci sono: il plov, piatto principale della cucina uzbeka a base di cipolla, carota, carne, olio e riso il samsa, fagottini di pasta sfoglia cotti nel tandoor e ripieni di carne, cipolle, zucca, patate, cavolo e noci e i manty, grandi ravioli cotti a vapore e ripieni di carne, marinata con spezie e cipolla.

Trattando di cosa mangiare in Uzbekistan, è d'obbligo menzionare gli squisiti dessert come il ciak ciak, tipico dolce tartaro con impasto aromatizzato alla vodka e ricoperto di glassa di miele, da accompagnare con uno degli innumerevoli tè locali, che addolciscono ogni momento della giornata.

Cosa è bene sapere su lingua, religione, feste e usanze in Uzbekistan?

In Uzbekistan la lingua ufficiale l'uzbeco, che è parlato dalla maggioranza della popolazione. Il russo è la lingua che viene utilizzata parallelamente all'uzbeko, sia nella vita comune che nelle attività commerciali e governative. Sono pure registrate minoranze linguistiche come il tagico, parlato a Bukhara e a Samarcanda.

La confessione predominante in Uzbekistan è l'Islam, seguita da minoranze che aderiscono alla Chiesa russo-ortodossa e all'ebraismo.

Tra le festività principali in Uzbekistan, quella più sentita è la Festa del Navrus, durante la quale il 21 marzo di ogni anno si celebra per ben 13 giorni il risveglio della natura e della vita. Tra i riti tipici vi sono quello di buttare le cose vecchie e quello di piantare nel giardino di casa alberi da frutto, mentre le strade e le piazze si animano con parate spettacolari, mercatini, danze e spettacoli popolari. Altre feste importanti in Uzbekistan sono, poi, il Festival dei bambini per la pace e il disarmo, che si tiene ogni 23 ottobre a Samarcanda il Ramadan e l’Aid al-Adha, o Festa del Sacrificio, celebrata durante il decimo giorno del mese del pellegrinaggio, secondo il calendario lunare.

Quali sono i numeri utili e di emergenza in Uzbekistan?

In caso di emergenza in Uzbekistan è necessario digitare:
- 101, per chiamare il servizio antincendio.
- 102, per contattare la polizia.
- 103, per chiamare un'ambulanza.

Numeri utili da conoscere sono pure:
- 080, per mettersi in contatto con le strutture sanitarie private.
- 1050, per il servizio di soccorso.

Quali sono gli orari commerciali in Uzbekistan?

In Uzbekistan gli uffici postali ricevono il pubblico da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00.

Gli orari commerciali, invece, vanno dalle 9.00 alle 19.00, da lunedì a venerdì.
I ristoranti posso essere chiusi per il pranzo durante tutto il periodo del Ramadan.


Erano 4-5 anni che stavamo progettando di andare in Uzbekistan Backpacker, ma per un motivo o l’altro l’avevamo sempre rimandato.

Poi un pomeriggio abbiamo trovato un volo diretto andata e ritorno dell’Uzbekistan Airways per 500€ (unico volo diretto con partenza sia da Roma che da Tashkent il martedì), abbiamo chiamato al lavoro dicendogli se ci potevano dare le ferie e in 2 ore avevamo il biglietto in mano.

Partivamo dopo una settimana.

Il giorno dopo Alessio è andato all’ambasciata a Roma e in 4 giorni avevamo anche il visto.

Finalmente si parte, con in mano solo il visto e due zaini mezzi vuoti che pesano 5 kg ciascuno, quando arriveremo a Tashkent decideremo lì per li se andare a Samarcanda o a Bukhara, dipende da quanto tempo ci impiegheremo a raggiungere la stazione dei treni.

Uzbekistan, terra di miti e leggende ma anche del despota più sanguinario di tutti i tempi, quel Tamerlano che costruì l’inarrivabile quanto esagerata Samarcanda e che anniento in pochi anni il 5% della popolazione mondiale dell’epoca.

Per me è stata sempre un qualcosa di magico fin da quando da piccolo ascoltai la canzone di Vecchioni e più tardi lessi le storie delle Mille e una notte.

Volevamo vedere con i nostri occhi tutto questo ma anche il paese forse più misterioso dell’Asia centrale e del mosaico sovietico con l’unione tra comunismo e l’Islam.

Il più antico e popoloso paese dell’Asia centrale, il suo cuore come lo chiama Colin Thubron.

Partiamo da Fiumicino alle 2045 con un Vecchio Boeing 757, due file da 3, 47 metri di lunghezza, senza tv, usb, corrente, cuscini, coperte, con addirittura i portacenere sui braccioli, con una puzza di cherosene che ci accompagna per 1 ora, rumori di ogni tipo ultima volta che avevo viaggiato era stato con il doppio piano dell’Emirates.

Per fortuna siamo circa 50 persone su una capienza di 184, ci mettiamo comodi, ci danno la cena e via Uzbekistan Backpacker stiamo arrivando.


Altri spunti per itinerari di 2 settimane in Asia Centrale

Per conoscere a fondo la regione intera non basta un viaggio di due mesi come non basta una vita intera. Alcuni paesi si possono però visitare abbastanza agevolmente e vedendo anche alcune aree fuori dagli itinerari più battuti (con molte virgolette, eh). Abbozzo qui alcuni spunti sparsi, in attesa di scrivere post più approfonditi per ogni singolo paese. Pensate bene all’itinerario che volete fare sulla base dell’andata e ritorno che avete con i voli aerei. Alcuni aeroporti sono particolarmente più cari di altri perché meno serviti (Tashkent e Dushanbe soprattutto, salvo strane offerte).

Se è la vostra prima volta in Asia Centrale vi conviene concentrarvi su uno o massimo due paesi. In due settimane alcune repubbliche si girano abbastanza bene: questo vale per il Tagikistan soprattutto, la cui geografia è impervia, ma ha tanto da offrire oltre al Pamir, e di uguale valore. Parlo delle montagne Fann, della zona intorno a Khujand, di Dushanbe stessa, delle valli secondarie del Pamir e infine della pianura a sud di Dushanbe, quasi per nulla visitata.

Lo stesso vale per l’Uzbekistan: oltre Samarcanda, Bukhara, Khiva e Tashkent c’è davvero molto di più. Potreste spingervi fino a quel che rimane del lago d’Aral, oppure esplorare a fondo la varietà etnica della Valle di Fergana.

Idee per itinerari di viaggio in Kirghizistan

Il Kirghizistan essenziale si visita in una settimana, ma se avrete più tempo, idealmente due settimane, potrete spingervi nelle zone più incontaminate. Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare un po’ del Kirghizistan del Sud più autentico, ospitati da una famiglia dall’accoglienza strabiliante, che vive in un minuscolo paesino vicino a Nookat. Quell’appendice di Kirghizistan affacciata sulla Valle di Fergana vanta paesaggi vari e strabilianti, la città di Osh, famosa per la sua montagna sacra (Sulayman-Too), e alcuni caravanserragli non lontani dal confine con la Cina. Nel Sud troverete anche la cultura più autenticamente kirghisa, a tratti mischiata con quella uzbeca. Il Nord del Paese è invece molto russizzato e decisamente più turistico. Un giro dell’Issyk-kul dovete però farlo, per lasciarvi stregare da quell’immensa distesa di acqua salata circondata da picchi innevati, deserti rossi e distese erbose. I luoghi più belli e remoti richiedono però tempo (come il Song-kul): rallentate il ritmo e verrete ripagati. Non fare neanche un trekking in Kirghizistan è il primo dei reati perseguibili per legge nel codice penale kirghiso. Valutate i voli interni Osh-Bishkek per il ritorno, costano in genere 25-50€ e sono operati quotidianamente per il resto ci sono le marshrutki e i taxi collettivi, oppure i furgoni merci che viaggiano di notte e che noi abbiamo preso da Bishkek ad Osh!

Idee per itinerari di viaggio in Kazakistan

Anche il Kazakistan si può pensare di visitarlo in due settimane, ma le distanze sono esorbitanti e dovrete mettere in conto parecchi giorni di treno, specialmente se volete raggiungere le zone del lago d’Aral, il cosmodromo di Baikonur o addirittura il Caspio kazako. La zona di Almaty è ricchissima di cose da fare, mentre nel Sud intorno a Turkistan si trovano i mausolei architettonicamente più interessanti a Turkistan e dintorni. O, se avete più tempo e cercate dei trekking davvero davvero remoti, potete spingervi fino all’Altai, ovvero quel grumo di montagne diviso tra Kazakistan, Cina, Mongolia e Russia. Affascinante, vero?

AirAstana collega le principali città del paese, ma spostarsi in treno è molto più bello. Leggete la mia guida su come funzionano i treni postsovietici e poi prenotate dal sito ufficiale (al momento solo in russo e kazako).


Uzbekistan: incontri in viaggio sulla Via della Seta

Daisuke è partito da Tokio in bicicletta. Destinazione Istanbul. La sua pelle è scura come quella di un uomo dell’Africa nera. Non ha potuto fare molto. Nemmeno le maniche lunghe hanno impedito, nei mesi sotto al sole dell’Asia, di abbronzarsi sempre di più. Ha attraversato la Cina e le sue megalopoli. Lui e la sua piccola bicicletta, con una piccola cartina in mano, attraverso snodi stradali giganteschi. Poi ha attraversato gli spazi infiniti del Kazakistan, dormendo in tenda e non incontrando essere umano per giorni. Si è licenziato dal lavoro perché nessun giapponese può avere così tante ferie. Ormai pedala quotidianamente anche oltre 100 km. Poi ogni tanto si ferma e riposa un giorno. “Cosa farai al ritorno?”.

Risponde molto calmo, con gli occhi un po’ socchiusi come se li stesse ancora strizzando mentre pedale sotto al sole: “Cercherò un nuovo lavoro”.

Non è l’unico giapponese. C’è una ragazza alla pensione di Bukhara, di cui non so il nome perché tutti la chiamano Sushi. È minuscola, ma molto determinata, e sprizza energia da tutti i pori. Sushi un lavoro non lo aveva. È partita con pochissimi risparmi, ha attraversato la Cina con i mezzi e il Kirghizistan in autostop. I kirghizi sono talmente ospitali che lei non ha mai potuto pagare né un passaggio né una sistemazione o un pasto. Proseguirà forse fino all’Europa, almeno fino a che finirà i soldi.

A Chiva m’imbatto Eichi, in un altro giapponese, partito in moto da Osaka e che conta di arrivare in Portogallo. Con la sua moto, rigorosamente giapponese, ha attraversato la Mongolia e la Cina, affidandosi al suo serbatoio di riserva e al navigatore satellitare. Anche lui si è licenziato dal lavoro, ma la sua preoccupazione primaria ora è riuscire ad arrivare in Italia per poi proseguire prima dell’arrivo dell’inverno.

C’è anche un ciclista svizzero. È partito con la sua bicicletta 5 anni fa e non si è più fermato. Non abbandona mai la bicicletta, che chiude in stanza vicino al letto. Ha visto tutto, ha vissuto tutto. Ora mi sembra andare avanti in uno stato ovattato, quasi in una tranche di un ballo che continua e la musica che non smette mai di suonare. Non so perché ma invece che provare invidia mi viene un sentimento di tristezza.

Una coppia di francesi è arrivata dalla Russia, navigando lungo il volga. Fanno il giro del mondo, per l’ottava volta nella loro vita.

Poi c’è Artemisa, messicana che vive a Londra e che saltella per l’Asia Centrale senza fermarsi un secondo. Gironzola per l’Uzbekistan in cerca in un visto per il Turkmenistan. La incontro a Chiva e poi me la ritrovo a 500 km di distanza davanti alla porta della guesthouse a Bukhara, quando lei in realtà doveva essere a Tashkent, ma viste delle difficoltà burocratiche non ha perso tempo e continua a saltellare attraverso l’Uzbekistan. Saluto lei e dopo due minuti re-incontro anche Irina, tedesca, che con me e Artemisa era a Chiva a visitare le fortezze nel deserto. Irina doveva essere a Samarcanda, invece ci vediamo a Bukhara dopo che ha improvvisamente cambiato programma. È arrivata in Uzbekistan dal Tagikistan, dove in una tappa sulle montagne l’autista si è sentito male e ha guidato lei il minibus, tra lo sguardo terrorizzato dei passeggeri nel vedere una donna al volante.

A Shahrisabz arrivana una coppia canadese in bicicletta. Sono partiti facendo il coast-to-coast in Canada. Hanno deciso di proseguire e sono arrivati alla fine del mondo, nella Terra del Fuoco. Non erano stanchi e così hanno deciso di continuare attraverso tutta l’Asia.

I viaggiatori che incontro in Asia Centrale sembra siano lì per caso, in una terra di mezzo, di passaggio da un continente all’altro, proprio come succedeva ai tempi della Via della Seta, quando i mercanti s’incontravano nei caravanserragli uzbeki prima di valicare i passi verso la Cina, o a riposarsi dopo avere già passato il deserto del Taklamakan e i confini tra le montagne.

Io sono lì per il solo Uzbekistan, farò il mio viaggio e tornerò a casa, senza perdermi nelle steppe, senza essermi licenziato e senza girovagare senza meta. Ma la voglia di continuare mi prende subito. Inizio a chiedere quasi avidamente informazioni, nella mia testa traccio rotte sulle mappe. Il magico mondo di quelle terre di mezzo mi ha rapito. Non incontro nessuno arrivato dalla Strada del Pamir, ma le voci mi sono arrivate, racconti di racconti, voci di corridoio che gli altri viaggiatori mi portano. C’è di mezzo l’inverno, forse un viaggio ai tropici o forse in Medio Oriente, ma la mia testa è già là, tra i Monti del Pamir tra il Tagikistan e il Kirghizistan. Ormai non posso più aspettare.


Voli per l’Uzbekistan

In questa guida Uzbekistan, non poteva mancare una parte dedicata ai trasporti nel paese. Se volete raggiungere l’Uzbekistan partendo dall’Italia, infatti, dovrete tenere a mente che la città del Paese in cui atterrano la grande maggioranza dei voli internazionali è Tashkent e l’aeroporto è situato a 6 chilometri di distanza dal centro abitato. Se invece avete intenzione di raggiungere una delle città principali dell’Uzbekistan partendo da Mosca, dovrete tenere a mente che i treni che arrivano dalla Capitale russa a Tashkent impiegano circa 56 ore per raggiungere la città.


L’Uzbekistan è uno dei paesi maggiormente visitato lungo la Via della Seta, proprio perché le sue città sono state tra i centri più nevralgici e culturali nell’Asia centrale, ricche quindi di testimonianze storiche e monumenti. A causa di una situazione politica non proprio stabile, non è così facile ottenere il visto per questo paese, ma non se siete italiani!Vi presento una serie di consigli di viaggio per tutte (o quasi) le occasioni.

Il visto va richiesto all’ambasciata dell’Uzbekistan con sede a Roma. Se andrete con viaggi organizzati, le agenzie provvederanno a tutto mentre, se siete soli, o vi recate all’ambasciata o usufruite del servizio di una agenzia di viaggio che manderà tramite corriere e delegato il vostro passaporto agli uffici di dovere. Non potete entrare nel paese senza visto, che non viene rilasciato nell’aeroporto di arrivo!

La polizia uzbeka è molto severa vengono effettuati spesso controlli all’entrata e all’uscita del paese. Si richiede di dichiarare con precisione il denaro contante e gli effetti personali di valore non nascondete nulla, perché ho sentito di viaggiatori costretti a spogliarsi in appositi uffici per ispezioni minuziose. La somma di denaro concessa all’entrata è di 10.000 euro.

In uscita, la polizia doganale può richiedervi la registrazione fatta presso gli alberghi od ostelli dove avete soggiornato. La registrazione non è altro che un piccolo pezzo di carta dove l’albergatore dichiara che avete dormito presso la sua locanda. Dal momento che sono davvero minuscoli, abbiate cura di conservarli e, soprattutto, di richiederli alla vostra partenza se la persona competente non ha ancora provveduto. Amanti del Couch Surfing, dormire come ospiti a casa di privati è a vostro rischio e pericolo!

A piedi tra Kazakhstan e Uzbekistan

Personalmente, ho viaggiato con una mia amica tra Shimkent, al confine kazako, e Tashkent, a piedi. L’unica dogana che accetta stranieri non uzbeki e non kazaki, si chiama Zhikek Zholyi (“Via della seta”). Se viaggiate da Shimkent, dovete prendere un minibus

Dogana Zhibek Zholiy

che vi porti al confine (circa due ore di viaggio). Dalla stazione, potete chiedere al tassista di portarvi dove partono i bus per Tashkent il minibus vi lascerà sulla strada e dovrete proseguire a piedi. Uomini e donne vengono divise nella zona doganale e l’attesa è lunga. Alcuni si proporranno per aiutarvi a compilare i moduli di accettazione per l’entrata fate da soli, perché vorranno contanti e le pratiche da scrivere sono anche in lingua inglese, quindi potete arrangiarvi senza difficoltà.

Una volta passato il confine, troverete molti cambi valute che si avvicineranno per proporvi i loro servizi. La maggior parte di loro fa cambi onesti, quindi potete tranquillamente cambiare tenendo a mente il tasso di scambio. Avrete tra le mani una così mastodontica pila di banconote da farvi sentire Paperon de Paperoni! Il sum uzbeko, ahimé, non vale molto. Per arrivare a Tashkent bastano15 di minuti in taxi, da pagare al massimo 10 dollari.

Costi, cibi e usanze

I cambi valute sono numerosi e aperti anche nei giorni festivi. I taxi costano da 1 a 3 euro per corsa, dipende dalla distanza richiesta. Gli ostelli offrono pernottamenti a basso costo, in genere a partire da 8 euro. Vi sarà richiesto di lasciare le scarpe all’ingresso tutti gli albergatori offrono pantofole o ciabatte agli ospiti. I ristoranti sono vari e per tutte le tasche, vicino ai mercati è possibile pranzare con 1-2 euro. Da provare il plov, il risotto

Plov al mercato

nazionale a base di uvetta, ceci e carne. I piatti uzbeki sono abbastanza pesanti, fatto da considerare se si viaggia in estate quando la temperatura raggiunge anche i 50 gradi! La carne è onnipresente, ma in genere è fresca e di ottima qualità. Per chi vuole restare leggero, si trovano ovunque ottime insalate a base di verdure, crude e cotte.

Di tutto un po’

Altri consigli? Non fate foto alla polizia e alla metropolitana, atto vietato dalla legge. L’Uzbekistan è un paese più chiuso rispetto al Kazakhstan, quindi suggerisco alle donne di viaggiare con indumenti discreti e comodi. Sarete probabilmente fermate da ragazzi col sorriso sulle labbra che vi inviteranno anche a cena, tuttavia nessuno di loro, durante il mio viaggio, ha mai varcato la soglia della decenza. Gli uzbeki sono un popolo di lavoratori, sorridenti e ospitali. Il maschilismo fa da padrone comunque, anche quando ero praticamente l’unica donna in tutto il ristorante, non ho avuto il minimo problema e non mi sono sentita troppo osservata come in altri posti (vedi Egitto o India).

Gli anglofoni fuori dalla capitale sono scarsi, preparatevi quindi con guide apposite e una base di parole russe per la sopravvivenza. Gli alberghi offrono mappe e nei luoghi turistici potete trovare negozi con libri storici, libri di viaggio e, ovviamente, artigianato locale.

Se viaggiate con gruppi tramite agenzie di viaggio, vi invito a perdervi in luoghi come Bukhara e a cercare il dialogo con gli abitanti del posto: l’Uzbekistan è un paese caldo, pacifico, ricco di sorrisi e donne ammalianti.

Per ulteriori consigli e informazioni sui costumi, vedi qui.


Video: Appearance of Uzbek Woman in 14 regions of Uzbekistan