Pachira

Pachira

Pachira

La pianta di Pachira si presenta come una pianta che tende a crescere in paesi orientali dove c’è calore e la sua altezza nella crescita talvolta arriva a raggiungere anche i diciotto metri. Di questa pianta esistono diversi tipi ma nel nostro paese è possibile la coltivazione in serra di un unico tipo di pianta di Pachira e riesce a raggiungere, a differenza delle altre piante di Pachira, solo i tre metri e non di più. Le sue foglie risultano essere molto grosse e talvolta, solo però nei paesi dove nasce e cresce, vi è la possibilità che ci sia la crescita anche di un frutto al suo interno che risulta essere simile alla zucca, esso è commestibile e ,lo si può quindi mangiare tranquillamente. Insomma la pianta di Pachira risulta essere davvero bella ma alla fine solo nel suo paese di provenienza e non oltre.


Ambiente ed esposizione

Per quanto riguarda l’ambiente migliore per la sua crescita si consiglia di metterla all’interno di una serra abbastanza calda che vada a raggiungere la temperatura che stia tra i sedici e diciotto gradi e allo stesso tempo ci sia un alto tasso di umidità in modo che essa riesca comunque a crescere per poi sopravvivere bene durante la sua crescita. Ovviamente la pianta deve essere tenuta sempre sotto controllo poiché può facilmente andarsi a rovinare. Essa può inoltre essere messa all’interno di una casa senza però la diretta luce dei raggi solari per troppo tempo altrimenti, siccome la pianta è molto delicata, le foglie andrebbero ad ustionarsi subito.


Terreno

Per quanto riguarda il terreno esso deve essere un misto che deve avere al suo interno anche un po’ di letame fibroso che allo stesso tempo permette comunque la buona manutenzione della pianta durante la sua crescita e inoltre è un tipo di terreno che permette di trattenere molto a lungo l’umidità, elemento molto importante per questo tipo di pianta.


Messa a dimora e rinvaso

La pianta di Pachira deve essere messa all’interno di vasi che come al solito permettono una crescita libera senza troppi problemi che andrebbero poi a comprometterla durante la sua crescita. Un giusto consiglio che però può essere dato a chi possiede una Pachira in casa è di acquistare i vasi a riserva d’acqua, utilissimi per chi in casa è assente, è sbadato o magari possiede la stessa pianta all’interno di un ufficio, questo vaso infatti dà la possibilità di far annaffiare la pianta una volta al mese. Una volta che la pianta cresce è giusto che il vaso le sia cambiato poiché era giusto per le misure precedenti, il passaggio però da un vaso all’altro deve essere fatto con molta cautela altrimenti le radici della stessa pianta si andrebbero a rovinare tutte portando così alla morte la pianta e non vi è poi la possibilità di un suo recupero. Il passaggio da un vaso all’altro si consiglia di farlo ogni diversi mesi e bisogna informarsi bene per non cadere in errore.


Annaffiatura

Per far si che la pianta di Pachira cresca sempre bene e senza troppi problemi si consiglia che essa sia annaffiata ogni tre o quattro giorni, prima di farlo però bisogna controllare bene, con l’aiuto di un dito che lo si infila nel terriccio, che esso non sia troppo umido nei primi due centimetri del terreno, altrimenti è inutile annaffiarla poiché ci sarebbe un accumulo troppo evidente e abbondante di acqua. Inoltre per i più distratti, l’uso dei vasi a riserva d’acqua permette l’annaffiatura una sola volta al mese poiché dà un’elevata umidità che ha la capacità di durare per molti giorni nonostante in alcuni casi ci sia un’elevata presenza di caldo. Tutto questo per far si che la pianta cresca sempre bene senza dare problemi.


Concimazione

La sua concimazione, con l’arrivo della primavera o dell’estate deve essere effettuato ogni tre o quattro settimane per fare in modo che la Pachira resti sempre in buone condizioni. Il concime che si consiglia di acquistare e utilizzare è un concime liquido che deve essere diluito insieme all’acqua che va ad essere utilizzata per la sua innaffiatura in modo che lo stesso concime va ad assorbirsi subito, una volta annaffiato all’interno della pianta senza perdere tempo e senza disperdersi in parte inutile dove il concime all’interno della pianta non serve.


Potatura

Per quanto riguarda la potatura della Pachira essa non deve essere assolutamente fatta, tuttavia devono essere eliminate le foglie che vanno a rovinarsi poiché poi di conseguenza andrebbero a rovinare anche le altre foglie fino a rovinare la pianta intera. Tuttavia si consiglia altamente di sterilizzare sempre i strumenti che si utilizzano per la potatura di questa pianta e che magari si vanno ad utilizzare anche per altre piante poiché quest’ultima si andrebbe a rovinare perché è molto delicata.


Riproduzione

La sua riproduzione può avvenire per Talea o per seme, si consiglia che però sia fatta all’interno delle serre poiché hanno molta umidità che è un elemento importante per questa pianta. Ovviamente sia se viene fatta la riproduzione per Talea sia se viene fatta la riproduzione per seme si ha bisogno di stare attenti a tanti fattori che riguardano queste diverse riproduzioni.


Fioritura

La fioritura di questa pianta è davvero uno spettacolo che non si dovrebbe perdere poiché avviene solo di notte o di primo giorno è avviene per un solo giorno, con la fioritura nascono dei semi di frutta che nel paese di origine si possono anche arrostire e mangiare.


Malattie e parassiti

La pianta di Pachira non è soggetta a malattie molto gravi e se vi è la presenza di qualche piccolo insetto può essere eliminato con l’acquisto di qualche antiparassitario buono che utilizzato dà anche risultati positivi.


Curiosità

La pachira è una piantina che regala un tocco di verde, vivacità e allegria alla casa, se posizionata nel salotto, nell'atrio o nello studio. Il suo simpatico aspetto estetico dato dalle sue foglie verdi e dal tronco intrecciato, le permettono di essere amata da tutti. La pianta è una parente del baobab e della chorisia in quanto appartengono tutte e tre alla stessa famiglia, ma...dietro l'aspetto innocuo della pachira, c'è anche un significato nascosto. Nelle regioni dell'estremo Oriente la pianta viene chiamata "albero dei soldi" o "albero della buona sorte". La credenza vuole infatti che la pianta sia in grado di attirare la fortuna, i soldi e il tronco intrecciato sia in grado di trattenerli. Non tutti credono a queste leggende, c'è chi ci crede e chi invece si domanda se la pianta ha davvero questi "poteri". A volte però, capita che anche i più scettici decidano di portarne a casa una, così...per scaramanzia!




Resistant plants: the pachira

(Photo from wikipedia.org)

Among the apartment plants, the Pachira is one of the most popular and diffused, thanks to its broad beak and the ease of cultivation. It is therefore a very easy plant to find in nurseries at different times of its growth.


Main features
The Pachira genus has some species of plants originating in the rainforests of Central America and Brazil. The most commonly used as a plant is Pachira aquatica, particularly appreciated for its large evergreen palm trees, bright green color and glossy surface. In places of origin this is a real tree, with a large covering, which can exceed 20 meters in height. If grown in a vase and in an environment other than tropical tends to not exceed 2-3 meters in height. In the apartment it is easy to find even smaller specimens, in a sense miniaturized by the fact that the roots are contained in vessels not excessively large.

Coltivate the Pachira
As we said, Pachira is widespread in the apartment as it is fairly easy to cultivate perhaps it would be more appropriate to say that it is a plant that well tolerates cultivation conditions that are not entirely ideal. In the rainforest there is a very different climatic condition than the one available in the apartment. The main thing to keep in mind is the environmental moisture, almost absent in the house during the long and hot summer days, but also in winter when the heating system is active. To have a plant always beautiful and lush it is advisable to water it regularly, however, to keep the soil always wet: before watering it is advisable to check, if it is still wet, you should refer to the supply of water at least one day in winter, the watering will be minimal, even once a week, while in the summer it will be much more frequent. The most important thing is to vaporize the leaves often, using distilled water to avoid spilling it with limestone. In very hot and dry apartments, it may be advisable to use a cold humidifier. In the summertime the plant moves outdoors, so it enjoys the outside climate this plant can not withstand temperatures below 5 ° C, so it is advisable to grow it in an apartment or in a heated greenhouse during the winter. The ideal location for the Pachira is a home area where you can enjoy good lighting while avoiding direct sunlight, which could ruin the leaves.

Parasites and illnesses
The main issues related to Pachira depend on cultivation conditions. Plants that enjoy a perfect climate can, at times, flourish even if grown in an apartment. The flowers are great and spectacular, but they are hard to see in the apartment plants. Among the main parasites we find the cochineal and the mites, which tend to develop in very dry environments they become fatigued with special insecticides or acaricides. excessive watering over time can lead to the formation of radical rot, which can also lead to the death of the plant. A supply of fertilizer for flat plants, at least once every 15 days, provides the plant with all the mineral elements it needs, thus avoiding the occurrence of deficiencies. To have a healthy Pachira it is also appropriate to replace the pot once every two years, placing it in a slightly larger container.

Curiosity
The very young Pachira plants have a malleable and fickle stem, which stretches for several tens of centimeters. This led to the habit of placing at least 3-4 specimens in the same vessel, then intermingling the barrels between them, to form a single trunk of the shape of a braid. It is a particularly decorative way of cultivating these plants, which does not ruin them in any way. To keep the braid, as time goes by, push the new grows to the correct positioning, continuing to grow the weave in height.


Pachira | La pianta dal tronco intrecciato ideale in appartamento

Il nome della Pachira deriva da un termine indigeno originario della Guyana e che starebbe ad indicare i frutti emessi dalla pianta, tanto che altri nomi indicanti questa pianta sono il Castagno della Guyana o del Malabar (ad indicare in quest’ultimo caso una regione indiana).

Pachira aquatica [Vaso Ø19cm | H. 80 cm.]

Pianta vera verde ornamentale PACHIRA ACQUATICA PACHIRA ACQUATICA CON TRONCO INTRECCIATO - H 70 CM

La Pachira è dunque una pianta sempreverde con fusto eretto, appartenente alla famiglia della Bombacaceae (la stessa di cui fanno parte il più noto Baobab e la Chorisia) ed originaria delle umide foreste pluviali del Brasile e dell’America Centrale, in particolar modo del Messico: in natura la Pachira può sfiorare anche i 18 metri di altezza, ma alle nostre latitudini difficilmente la pianta supererà i 3 metri di altezza. Certamente, tra le sue varietà acquatiche, Glabra e Insignis , la più adatta per essere piantata e coltivata in appartamento è principalmente la prima, dalle foglie poco più grandi e dal colore più intenso, e la Insignis, originaria del Venezuela e delle Indie occidentali.

È importante però ricordare che nelle specie di Pachira coltivabili nel nostro paese difficilmente la pianta mostrerà quella bellissima fioritura e quei gustosi frutti che invece sono ben presenti allo stato selvatico nei paesi di origine.

Una curiosità relativa alla pianta riguarda il significato che ha nell’estremo oriente: qui infatti è considerato un arbusto che propizia buona fortuna e soldi, pare trattenuti dal suo contorto tronco. Per questo è anche nota come l'”albero dei soldi”. Bisogna ricordare che la Pachira non nasce con il fusto intrecciato ma è solo frutto dell’opera di vivaisti che, quando le piantine sono giovani, intrecciano i loro tronchetti ancora teneri creando una treccia, legata con della rafia: col passare del tempo i fusti si lignificheranno crescendo intrecciati senza bisogno di alcun supporto.

Caratteristiche della Pachira

I profumatissimi fiori della Pachira sbocciano in estate e si presentano con cinque petali allungati e leggermente arricciati solo alla base, rosso-violacei o bianco crema e con caratteristici stami di un rosso quasi fiammante: la particolarità dell’infiorescenza della Pachira è che i fiorellini sbocciano solamente di notte o, al massimo, al mattino presto e, essendo effimeri, mostrano la loro bellezza solamente un giorno.

Guiana chestnut (Pachira aquatica)

Ad essi segue la comparsa sulla pianta dei frutti che resistono anche fino a novembre inoltrato: questi si presentano come capsule marrone scuro, simili a piccole zucche vellutate (dette anche castagne selvatiche) che, una volta maturati, cascano dalla pianta rilasciando circa 25 semini. Il gusto di questi semi tostati oppure arrostiti ricorderà quello delle castagne o degli arachidi nei paesi di origine della Pachira si usa poi macinare i semi ed utilizzare la farina ricavata per fare un pane dal sapore decisamente particolare.

La pianta Pachira si caratterizza anche per avere foglie molto lucide, pentalobate e palmate, che possono arrivare a misurare anche 30 cm: come altre parti della pianta che si analizzeranno breve, anche le foglie della Pachira sono commestibili, fungendo come ottima alternativa alla comune insalata. È consigliato prendersi cura del fogliame, provvedendo a pulire ogni singola foglia con un panno umido, per rimuovere la polvere ed il calcare che a lungo andare fanno soffrire la pianta.

Il manuale delle piante da appartamento

Piante d'appartamento. I consigli dell'esperto per una casa verde

Piante da appartamento. Sceglierle, curarle, coltivarle

Pachira cura

La pianta di Pachira richiede un terreno organico ed umido, da integrare eventualmente con un mix di torba e sabbia: evitare quei terricci argillosi e pesanti che tratterrebbero troppa acqua.

Inoltre deve essere posizionata in un ambiente molto areato ed abbastanza temperato dove la temperatura si aggira tra i 16° e i 18° e dove il tasso di umidità è tanto elevato da poter permettere a questa pianta tropicale di crescere rigogliosa. È importante non esporre mai la pianta ai raggi solari diretti, che altrimenti brucerebbero le foglie: si può al massimo concedere alla Pachira un’ora di sole al giorno. La pianta, che resiste bene in estate con temperature fino a 27°, sopporta bene anche i freddi intensi anche se, in quest’ultimo caso, si assisterà ad una temporanea perdita delle foglie.

Per regolarsi riguardo le innaffiature della Pachira, che comunque devono avvenire almeno ogni 3-4 giorni preferibilmente con acqua piovana o distillata e dunque povera di calcare, è consigliato infilare un dito nel terreno fino a 2 cm. Qualora questo risulti asciutto significa che la pianta necessità di acqua, altrimenti è meglio rimandare per evitare dannosi ristagni idrici. Proprio per evitare questi ultimi e per mantenere costantemente umido l’ambiente attorno alla pianta, è consigliato sistemare nel sottovaso, qualora la si coltivi in appartamento o comunque in vaso, dei ciottoli o dell’argilla espansa: dopo aver riempito il sottovaso di un filo d’acqua, si può posizionare il recipiente, ma mai a contatto con l’acqua. Un valido aiuto nel mantenimento dell’umidità richiesta è procedere con frequenti nebulizzazioni di acqua sulla chioma.

Nel caso in cui la Pachira sia coltivata in giardino, è importante ricordarsi di non mettere mai la pianta a dimora nel cuore di depressioni del terreno dove l’eventuale acqua piovana o di irrigazione andrebbe a concentrarsi causando un marciume radicale assai pericoloso.

La pianta Pachira deve essere concimata tendenzialmente ogni 20 giorni durante la primavera e l’estate con un prodotto ricco di microelementi, di potassio, di azoto e di fosforo: è importante usare un prodotto liquido da diluirsi nell’acqua utilizzata per le innaffiature, in modo che il concime immesso venga assorbito subito e naturalmente dalla pianta.

La Pachira infine non richiede potature, se non la rimozione delle foglie secche da effettuarsi con attrezzi sterilizzati alla fiamma: operazione semplice ma fondamentale per impedire che il decadimento si estenda anche al fogliame ancora rigoglioso.


Consigli per la coltivazione della Pachira

La Pachira non è una specie facilissima da coltivare esattamente come non lo sono tutte le piante originarie delle foreste pluviali tropicali. Le difficoltà principali si incontrano in particolare per quanto riguarda la quantità d’acqua da fornire.

Tuttavia questa pianta, cosi presente nei nostri appartamenti, ben sopporta anche condizioni di coltivazione non del tutto ideali che, appunto, nella coltivazione in casa sono ben diverse di quelle presenti nella foresta pluviale. Bisogno soprattutto tenere sotto controllo l’umidità ambientale, che in casa è quasi del tutto assente durante l’estate, ed in inverno quando l’impianto di riscaldamento è attivo. In piena estate la pianta va spostata all’aperto, in modo che possa godere del clima esterno.

Coltivazione in vaso Pachira

Pachira

La pianta può essere coltivata in vaso. Se la crescita è veloce e non si desidera una pianta di grandi dimensioni, si deve controllare l’accrescimento, limitandone la misura del vaso e regolandosi con un rinvaso ogni due anni aumentando le dimensioni del vaso di una sola misura in più.

In linea generale si deve considerare che il vaso deve avere un diametro almeno pari ad un quarto dell’altezza della pianta. Si sostituisce il vecchio substrato con del terriccio fresco, il terriccio più adatto è composto da terricciato di letame fibroso, estremamente ricco di materia organica

Dopo il rinvaso, ogni anno si sostituisce il terriccio scavandolo dal contenitore facendo attenzione a non ferire le radici.

Coltivazione in piena terra

Nel caso in cui la Pachira venisse coltivata in giardino, è necessario ricordarsi di non mettere mai la pianta a dimora nel cuore di depressioni del terreno dove l’eventuale acqua piovana o di irrigazione si concentrerebbe provocando marciume radicale.

Temperatura

Pachira aquatica

La Pachira non sopporta temperature inferiori ai 5°C, per questo occorre coltivarla in appartamento, o in serra riscaldata, durante l’inverno. La temperatura ideale è di 18-26 °C. Da maggio a settembre può essere spostata all’aperto all’ombra. .Durante l’autunno e l’inverno deve invece vivere in appartamento. Deve essere collocata in un ambiente molto areato dove il tasso di umidità sia adeguato alle esigenze di questa pianta tropicale.

La posizione ideale per la Pachira è una zona della casa dove possa godere di una buona illuminazione, evitando però la luce solare diretta, che potrebbe rovinare le foglie: le si può concedere al massimo un’ora di sole al giorno.

Terriccio

La pianta di Pachira richiede un terreno organico ed umido, da integrare eventualmente con un mix di torba e sabbia: si devono invece evitare quei terricci argillosi e pesanti che tratterrebbero troppa acqua. Si può usare un buon terriccio universale alleggerito con una manciata di perlite e con aggiunta di torba per acidificare leggermente il terreno. Va eseguito un ottimo drenaggio anche sul fondo del vaso.

Annaffiatura

Per avere una pianta sempre bella e rigogliosa occorre annaffiare regolarmente, evitando di mantenere il terriccio sempre bagnato: quindi prima di irrigare si deve controllare se è ancora umido, e, in tal caso, si rimanda l’annaffiatura di un giorno. Durante i mesi invernali le annaffiature saranno minime, anche solo una volta a settimana, mentre in estate saranno molto più frequenti.

Non è semplice trovare il giusto equilibrio nelle annaffiature: se sono troppo scarse, si seccano le punte delle foglie, se sono troppo abbondanti, appassiscono le foglie senza seccarsi prima, ma l’eccesso d’acqua porta facilmente a morte della pianta e la carenza provoca solo una certa sofferenza.

E’ importate vaporizzare spesso le foglie, utilizzando acqua distillata per evitare macchie di calcare. In appartamenti molto caldi ed asciutti può essere utile impiegare un umidificatore a freddo.

Moltiplicazione

La Pachira può essere moltiplicata per talea in terra in primavera (ma l’attecchimento è davvero difficile in casa) o per seme.

Moltiplicazione per talea

La moltiplicazione per talea si fa in primavera, si procede tagliando la talea con cesoie disinfettate, immergendo in fusto in una miscela di fungicida e sostanza rizogena. Successivamente, si pianta ogni talea in un vasetto (sempre colmo di terriccio, sabbia e torba), si copre con un telo trasparente a creare una serra e si ripone successivamente in un ambiente umido a temperatura costante di 24°. quando compaiono i primi germogli si può procedere al trapianto.

Moltiplicazione per seme

La moltiplicazione per seme si esegue mettendo i semi in vasetti ricolmi di terra, sabbia e torba, coprendoli con carta trasparente e inumidendoli all’occorrenza. Quando spunteranno i primi germogli le piante potranno essere trapiantate in vaso.

Concimazione

La Pachira va concimata ogni 30 giorni da aprile a settembre con un prodotto liquido per piante verdi nell’acqua d’irrigazione cosicchè possa essere assorbito subito e naturalmente dalla pianta. Il concime deve essere ricco di microelementi, di potassio, di azoto e di fosforo.

Potatura

La Pachira infine non richiede potature, è sufficiente rimuovere le foglie secche usando attrezzi sterilizzati alla fiamma per evitare che il decadimento si estenda anche al fogliame ancora rigoglioso

Altri consigli per la cura

È consigliato prendersi cura del fogliame, provvedendo a pulire ogni singola foglia con un panno umido, per rimuovere la polvere ed il calcare che a lungo andare fanno soffrire la pianta.

Bisogna evitare di porre la pianta vicino a spifferi o termosifoni. Si deve apportare acqua solo quando serve.

Come intrecciare il tronco di Pachira

Una peculiarità di questa pianta è il tronco che può essere intrecciato.

Il procedimento si esegue su una Pachira giovane, di meno di un anno di età, così che i fusti siano morbidi e plasmabili. I fusticini, per i primi 30 cm di altezza, devono essere totalmente liberi da potenziali getti. Si lasciano solo le foglie più alte. Si legano insieme le tre piantine usando un legaccio morbido. Il legaccio va posto alla base dei fusti e il nodo deve essere abbastanza saldo da tenerli vicini

Si intrecciano tra loro i fusticini che, nel giro di pochi anni, lignificheranno e si salderanno a creare una treccia compatta.

Si fissa l’intreccio anche in cima, appena sotto le foglie, con un altro legaccio morbido

Durante la crescita le piantine intrecciate vanno potate puntualmente e i tronchi intrecciati non dovranno mai sviluppare rami laterali.


Pachira, pianta dei soldi

La pachira (Pachira o Pakira o Bombax aquatica), della famiglia delle Bombacacee, è un'elegante pianta dalle foglie peltate, arrivata in Europa alla fine del secolo scorso.

Il suo fusto è facilmente plasmabile: man mano che i piccioli delle foglie si allungano, potete intrecciarli fra loro (con delicatezza) fissandoli con gli appositi legacci di gomma morbida.

Non è però una specie facile da coltivare, come tutte quelle originarie delle foreste pluviali tropicali, in particolare per quanto riguarda la quantità d’acqua da fornire.

Com’è fatta la pachira

Pianta con fusto legnoso alto fino a 2 m e crescita media foglie grandi a tre/cinque lobi, di colore verde intenso. Con particolari tecniche il tronco viene intrecciato per aumentare la decoratività.

Se arriva a fiorire (cosa difficile in vaso), produce fiori simili a quelli dell’albizzia, bianchi o crema e rosso.

Dove e come si coltiva la pachira

  • La pachira proviene dall’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Tailandia ecc.).
  • Si alleva in vaso in plastica, di diametro 16 cm per una pianta alta 30 cm. Se tende a crescere velocemente e non desiderate una pianta di grandi dimensioni, conviene tenerne controllato l’accrescimento, limitandone la misura del vaso (una sola misura in più, rinvasando ogni due anni). Se ci sono più piante in un solo vasetto, è bene dividerle prima che una abbia il sopravvento sulle altre.
  • Utilizzate un buon terriccio universale alleggerito con una manciata di perlite e con aggiunta di torba per acidificarlo leggermente. Ottimo drenaggio anche sul fondo del vaso.
  • Non sopporta i raggi del sole, quindi la posizione ideale è all’ombra luminosa tutto l’anno. Teme temperature inferiori a 8 °C e l’intervallo ideale è di 18-26 °C non ha problemi alle alte temperature. Da maggio a settembre può vivere all’aperto all’ombra in autunno-inverno deve vivere in appartamento.
  • Desidera un ambiente abbastanza umido, da ottenere vaporizzando ogni giorno il fogliame con acqua priva di calcare soprattutto in estate e in pieno inverno con il riscaldamento acceso.
  • Non è facile trovare il giusto equilibrio nelle annaffiature perché, se sono troppo scarse, si seccano le punte delle foglie, se sono troppo abbondanti, appassiscono le foglie senza seccarsi prima, ma l'eccesso d'acqua porta facilmente a morte l'esemplare e la carenza causa solo una certa sofferenza. Il momento giusto per annaffiarla è quello in cui il terriccio in superficie si è asciugato e, inserendo la punta del mignolo per tutta la prima falange, si sente l'umidità solo sulla punta del dito.
  • Va concimata ogni 30 giorni da aprile a settembre con metà dose di un prodotto liquido per piante verdi nell’acqua d’irrigazione.
  • Tagliate le punte e le foglie secche. Si moltiplica per talea in terra in primavera (ma l’attecchimento è molto difficile in casa).

Malattie e parassiti della pachira

  • Se sulle foglie compaiono zone decolorate in cui si intravvede ancora il verde, è la clorosi ferrica somministrate nell’acqua d’irrigazione il sequestrene (chelato di ferro) una volta al mese e irrigate con acqua decalcificata.
  • Se le foglie presentano piccoli punti decolorati su tutta la superficie, è il ragnetto rosso.
  • Se le punte delle foglie si seccano, il seccume pian piano si estende a tutta la lamina, la foglia si arriccia e cade, è una carenza d’acqua aumentate quantità e frequenza degli apporti idrici e vaporizzatela ogni giorno.
  • Se l’apice delle foglie diventa molle e bruno, e il resto della foglia progressivamente ingiallisce divenendo inconsistente, è un eccesso d’acqua.

Curiosità sulla paciera

La pachira è una parente del baobab e della chorisia (appartengono tutte alla stessa famiglia). In Estremo Oriente viene chiamata “albero della buona sorte per i soldi”: a quanto pare, le 5 foglioline attirano il denaro e il tronco intrecciato lo trattiene.


Parassiti malattie e altre avversità

La Pachira non è soggetta malattie tuttavia può manifestarsi la cocciniglia con la tipica melata appiccicosa rilasciata sulla pianta e che spesso causa macchie biancastre in particolar modo nella parte inferiore delle foglie. Se succede, occorre eliminare questa sostanza con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol oppure con acqua e sapone. Per le piante più grandi è necessario usare un antiparassitario specifico.

I segnali di una cura adeguata della Pachira si leggono sulle foglie. Se le foglie appaiono secche significa che la pianta è stata esposta per troppo tempo al sole diretto, se invece sono scolorite significa che la pianta è affetta da una clorosi ferrica, cioè l non riesce ad assorbire il ferro a causa dell’acqua usata per l’irrigazione. Si deve usare acqua piovana oppure acqua distillata.

Se le punte delle foglie sono marroni significa che ci sono troppi ristagni idrici: in tal caso si deve svuotare il sottovaso da eventuali eccessi di acqua.

Quando le foglie presentano piccoli punti decolorati su tutta la superficie, abbiamo a che fare con il ragnetto rosso.

Nel caso in cui le punte delle foglie si seccano ed il seccume pian piano si estende a tutta la lamina, la foglia si arriccia e cade, la pianta sta soffrendo per carenza d’acqua, occorre pertanto aumentate quantità e frequenza degli apporti idrici e vaporizzare ogni giorno.

Se l’apice delle foglie diventa molle e bruno, e il resto della foglia progressivamente ingiallisce divenendo inconsistente, stiamo eccedendo con l’apporto d’acqua.


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