Elisa Nesi - Le sue opere

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Sebastiano Vassalli

  • 1 Biografia
  • 2 Opera letteraria
  • 3 Premi e collaborazioni
  • 4 Opere
    • 4.1 Opere giovanili e della neoavanguardia
    • 4.2 Opere della maturità
    • 4.3 Opere pubblicate postume
  • 5 Monografie critiche
  • 6 Note
  • 7 Altri progetti
  • 8 Collegamenti esterni

Nato a Genova nel 1941 da madre toscana e padre lombardo, si trasferisce in giovane età a Novara.

Si è laureato in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su "La psicanalisi e l'arte contemporanea" suo controrelatore è stato Gillo Dorfles. Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all'insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una "investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l'inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani" [2] . Ha scritto per "la Repubblica", "La Stampa" ed è stato opinionista del "Corriere della Sera".

Negli anni ottanta si trasferisce a Bolzano come inviato di Panorama mese. I suoi reportage sono spesso critici con la situazione dell'Alto Adige post-"pacchetto di autonomia". Vassalli denuncia quello che verrà definito il "disagio degli italiani", venendo considerato un nazionalista dai locali e avversato anche da parte dello schieramento politico italofono, tra cui i Verdi. Il primo libro sulla questione è Sangue e suolo, del 1985. A trent'anni di distanza segue Il Confine (2015), in cui riconosce che "i due gruppi sono destinati a convivere" e che "Serve chiudere i conti con la storia, superarla una volta per tutte, passando dal presente e andando verso il futuro". [3]

Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove era solito condurre un'esistenza schiva e austera, è stata pubblicata nel 2010 un'autobiografia-intervista intitolata Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore.

È morto a Casale Monferrato il 26 luglio 2015 all'età di 73 anni per un tumore inoperabile [1] .Gli sono stati tributati funerali civili e la sua salma è stata cremata presso il Cimitero urbano di Novara.

L'opera di Vassalli si distingue per il profondo lavoro di ricerca storica, per lo più riferita all'evoluzione delle componenti sociali (religione, politica, differenze di genere ecc.) i romanzi dell'autore, infatti, sono ambientati in un determinato contesto storico (Medioevo, Controriforma, Ventennio fascista, Sessantotto italiano), o in un ipotetico futuro e l'occhio dello scrittore si dedica a costruire intorno ai personaggi del libro una rappresentazione realistica della società da usare come base per un confronto con la società attuale.

Sebastiano Vassalli ha scritto anche testi poetici, ed è stato tradotto in varie lingue (è presente ne Le Printemps italien, prima antologia della poesia italiana post-neoavanguardia, a cura di J.Ch. Vegliante, Paris, A.P. 1977).

Nelle opere di Vassalli è inoltre possibile trovare una forte componente territoriale: il Piemonte è spesso la cornice delle vicende narrate e in particolare la pianura novarese. Il territorio vive la vicenda e molto spesso evolve con essa (ad esempio, la città *** in Archeologia del presente o in Cuore di pietra, identificabile in Novara, o Zardino in La Chimera), fino a Terre selvagge ambientato nel periodo dell'antica Roma. L'amore di Vassalli per il Piemonte e il Novarese è testimoniato anche dal libro fotografico Il mio Piemonte e da Terra d'acque. Esistono anche itinerari sulle orme delle sue opere (raccolti in Nella pianura delle storie di Sebastiano Vassalli. Itinerari letterari novaresi nella terra d'acque narrata dall'autore della "Chimera", a cura di Roberto Cicala, Interlinea-ATL Novara, Novara 2013).

L'autore ha dedicato un romanzo, La notte della cometa, e successivamente un libretto d'ambientazione natalizia (Natale a Marradi), alla vita del poeta Dino Campana, svelandone gli aspetti più oscuri, compreso il suo rapporto con Sibilla Aleramo.

Ciò che è interessante nella sua opera è la capacità di rappresentare in forma estremamente semplice ed efficace il carattere dei personaggi, fissandone gli elementi che permangono al di là del trascorrere del tempo. Questo aspetto, assieme all'accuratezza storica, dà all'opera di Vassalli una valenza fortemente pedagogica ed etica, sovranazionale, tanto che le sue opere sono studiate nelle scuole, nelle università e tradotte nelle maggiori lingue del mondo.

Sebastiano Vassalli ha vinto i maggiori premi letterari italiani, tra cui il premio Strega e il Selezione Campiello con La chimera, dopo la quale ha rifiutato di partecipare a premi letterari, acconsentendo soltanto di ritirare alcuni riconoscimenti alla carriera, come il premio "Città di Arona - Gian Vincenzo Omodei Zorini" nel 2007, il premio Graziosi/Terra degli aironi nel 2008, il premio Pavese nel 2013 e il premio Flaiano nel 2014. Nel 2015 gli è stato conferito il Premio Campiello alla carriera, [4] riconoscimento che la Fondazione Campiello attribuiva per la prima volta. Le case editrici con cui ha collaborato maggiormente sono Einaudi, dal 1968 e per oltre cinquant'anni, Rizzoli, dove nel 2014 ha ripubblicato la nuova edizione del suo capolavoro La chimera, e Interlinea edizioni di Novara. Faceva parte del comitato scientifico del Centro Novarese di Studi Letterari, di cui era socio onorario e al quale ha donato il suo archivio e la sua biblioteca.


La leggerezza di Elisa Talentino nelle parole di Sandra Baruzzi

«Elisa osserva la realtà con occhi meravigliati, creativi, ironici. Tutto nelle sue serigrafie acquista un valore sentito, magico e metaforico. Guardandole si coglie la sua personale capacità di stimolare dialoghi per immagini che riescono a legare il quotidiano vivere con il tempo dilatato, il concreto con il fantasioso, che uniscono e scambiano la figura di artista e di donna. Capacità che è sostenuta e ben rappresentata nelle sue opere anche dalla maestria del saper fare, percorsi trasversali che si affinano sempre di più e che le porgono riconoscimenti e premi.

Elisa Talentino ci racconta per immagini storie altrui e sue usando l’abbozzo, il sussurro, avvicinandole a noi e facendocele sentire nostre, ci racconta con uno sguardo sensibile, che posa l’accento sulla femminilità: in un attimo la gravità si muta in leggerezza, in grazia del vivere».


Video: Le campane quasi mute di Majano Ud