Corolla - Come è fatta e a cosa serve la corolla nei fiori

Corolla - Come è fatta e a cosa serve la corolla nei fiori

LE PIANTE: COME VIVONO E COME SONO FATTE

COROLLA

La corolla è formata dai petaliche comprendono le seguenti parti:

  • unghia che è la parte stretta per mezzo della quale si inserisce alricettacolo;
  • lamina o lembo che è la parte più allargata rassomigliando auna semplice foglia come forma.

La corolla può essere:

  • dialipetala: se i petali sono liberi tra loro(es. Solanaceae, Ericaceae, Convolvulaceae, Asteraceae ecc);
  • gamopetala: se i petali sono saldati tra loro per un certo tratto(es. Ranunculaceae, Rosaceae, Brassicaceae, Fabaceae, Apiaceae ecc.).

Possiamo inoltre avere se si considerano i piani di simmetria:

  • corolla attinomorfa o regolare: quandopresentano due o più piani bisecanti e producono pertanto delle metà simmetriche (in pratica i petali sono tutti uguali);
  • corolla zigomorfa o irregolarequando ha un solo piano di simmetria e pertanto si possono suddividere in metà simmetriche;
  • corolla asimmetrica quando nonpresenta alcun piano di simmetria.

Possiamo pertanto avere:

Corolla dialipetala attinomorfa


cruciforme
(con 4 petali opposti a due a due; esempio crucifere ecc.)
Potentilla erecta


cariofillacea
(sembre tubulosa ma terminante con un lembo evidente;esempio garofano ecc.)
es. Dianthus monspessulanus


rosacea
(con 5 petali dall'unghia corta;esempio ciliegio, pruno ecc.)
Rosa canina

Corolla gamopetala attinomorfa


tubulosa
(i petali sono concresciuti a formare una sorta di tubo)
Abelia floribunda


campanulata
(a forma di campana)
Campanula medium


ipocrateriforme
(sembre tubulosa ma terminante con un lembo evidente - es. gelsomino, vinca ecc.)
Primula auricola


rotata
(con il lembo dei petali dall'aspetto simile ai raggi di una ruota - es.patata, Solanum ecc.)
primula


infundibuliforme
(a forma di imbuto - es-tabacco ecc.)
convolvolo


urceolata
(sembre tubulosa ma terminante con un lembo evidente - es. erica, corbezzoloecc.)
corbezzolo (Arbutus unedo)

Corolla gamopetala zigomorfa


labiatao bilabiata
(si ha un labbro superiore di solito più grande di quello inferiore)
rosmarino


gibbosa o personata
(èuna coralla labiata però con il labbro inferiore che presenta una estreflessione chiamata palato che chiudela gola del calice)
Antirrhinum latifolium


ligulare o semiflosculo
(formata da lunghe linguette laterali a disposizione stellare)
composite


flosculo o tubuloso
(quando il fiore è tubuloso e pentamero e fa parte del capolino di una asteracea)
Asteraceae
(Nota 1)

Corolla dialipetala zigomorfa


papilionacea
(con 5 petali, uno grande e allargato detto stendardo o vessillo; duelaterali più piccoli e simmetrici chiamati ali e 2 posti inferiormente e unitiper l'apice che formano le carene - es. fagiolo, pisello,fava ecc.)
foto Pisum sativum

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Note
1. Immagine nel pubblico dominio


Radice (botanica)

La radice è l'organo della pianta specializzato nell'assorbimento di acqua e sali minerali dal terreno, fondamentali per la vita delle piante. Ha anche funzioni principali di ancoraggio [1] e di produzione di ormoni (citochinine e gibberelline) che segnano il forte legame tra lo sviluppo della radice e lo sviluppo del germoglio.


Testo © Giuseppe Mazza

La prima cosa che mi viene in mente, se mi pongo il perchè del colore nei fiori, è che si tratta di tanti splendidi ” abiti da nozze “.

La maggior parte delle piante, infatti, per riprodursi devono essere impollinate e per attirare gli insetti e gli uccelli in millenni d’evoluzione hanno inventato fiori con profumi intensi e colori sgargianti.

Se però rifletto un momento e considero che molti insetti vedono praticamente il mondo in “bianco e nero” o hanno una visione del colore molto diversa dalla nostra, mi accorgo subito che la risposta non è in realtà così semplice.

Gli occhi delle api, ad esempio, non percepiscono il rosso, ma solo l’ultravioletto, il violetto e il verde. A differenza di quelli dell’uomo vedono l’ultravioletto come un colore, e un fiore completamente bianco, come un Cerastium o un giglio, per loro sarà probabilmente blu.

Questo spiegherebbe subito perché le piante non si sono sforzate molto a creare fiori blu : il bianco svolge in pratica la stessa funzione, è più facile da ottenere e si vede meglio se la luce è scarsa. Non a caso i fiori notturni di molte cactacee sono completamente bianchi.

E il rosso ? Se gli insetti lo vedono nero o grigio, perché tanti rossi ?

In natura niente è casuale e si è concluso che molti fiori tropicali, oggi comuni in case e giardini, hanno tinte fiammeggianti per attirare da lontano, nel verde della foresta, gli uccelli impollinatori che li, a differenza dei nostri climi, sono sempre di ronda.

Ma come spiegare allora il rosso dei nostri papaveri e l’abbondanza di fiori gialli e arancio ?

Un discorso preciso sulla percezione del colore negli insetti è quasi impossibile, visto che non possiamo vedere l’ultravioletto e che, al limite, non siamo nemmeno in grado di dire se due persone vedono i colori allo stesso modo, ma per un’ape dei papaveri rossi su un prato verde staccheranno senz’altro meno che ai nostri occhi.

Evidentemente, oltre al ruolo di ” abito da nozze “, il colore nei fiori svolge anche altre funzioni.

Ricordo che Alain Meilland, il famoso ibridatore di rose della Costa Azzurra, in un’intervista da me fatta tempo fa, si era definito ” un mercante di colori ” e che mi aveva parlato di incredibili scoperte nella chimica del colore dei fiori.

Faccio un salto ad Antibes e trovo un suo stretto collaboratore, Serge Gudin, responsabile della creazione di nuove varietà di rose.

Nei fiori, mi spiega, esistono tre grandi gruppi di pigmenti : i Carotenoidi, liposolubili e localizzati nei cromoplasti, che danno le tinte rosse e gialle, gli antocianoli, solubili in acqua, che danno colori dal rosso al blu, e i flavonoli, pure idrosolubili, responsabili, come suggerisce il nome, di molti gialli.

A seconda che i coloranti di un gruppo siano predominanti o meno, il fiore assume una tinta piuttosto che un’altra. Se possiede solo una modesta quantità di flavonoli appare bianco.

Le combinazioni, osservo allora, sono quasi infinite, ma si vede subito, già in partenza, che i gialli e i rossi sono fra i colori più probabili.

Certamente, continua Serge Gudin, tanto più che si è scoperto che il Carotene (un pigmento del gruppo dei Carotenoidi noto a tutti perchè è presente nelle carote e favorisce l’abbronzatura) protegge la clorofilla dalla luce troppo intensa.

Questo pigmento potrebbe svolgere un’analoga funzione anche nei fiori e cio’ spiegherebbe l’enorme diffusione, in tutti i climi, delle corolle rosse e gialle.

Ma allora, per esempio, un coltivatore che vuole ottenere certi colori, come il blu, come deve procedere ? chiedo sempre più incuriosito.

All’interno di ciascun gruppo, mi spiega, si distinguono numerosi pigmenti. Hanno nomi precisi, spesso ricavati dai fiori che li possiedono in maniera predominante.

L’ibridatore sa che se nel fiore in cui sta lavorando mancano certi pigmenti, non potrà mai ottenere certe tinte.

È il caso della famosa rosa blu : le rose non posseggono il delfinidolo, il pigmento tipico dei Delphinium, e per quanti incroci si faccia non verrà mai fuori una rosa blu.

È un po’ come se con delle matite rosse e gialle si volesse dipingere un cielo blu. Il solo modo per farlo è procurarsi una matita di quel colore.

In America, in laboratorio, sono riusciti a dare il Delphinidol a un pioppo, che naturalmente ne è privo, e la pianta si è messa a produrre foglie blu.

In Giappone si e riusciti a includerlo nel patrimonio genetico della rosa, ma il blu al momento risulta mascherato dagli altri colori e il risultato è deludente.

Penso quindi che un giorno, avremo anche la mitica rosa blu, e chiedo al mio interlocutore come si ottengono i fiori dai colori cangianti o con più tinte, ben separate, nella stessa corolla.

Intanto bisogna dire, risponde, che gli stessi pigmenti, secondo il pH, danno tinte molto diverse. Cosi’ i fiori con petali che sfumano in tinte diverse verso l’apice, sono ottenuti selezionando piante in cui il pH cambia, all’interno del petalo, dalla base verso l’apice.

In modo analogo si spiegano i mutamenti di colore di uno stesso fiore nel tempo. Con la maturazione, infatti, il PH puo’ cambiare e quindi un giallo puo diventare un arancio o addirittura un rosso.

Anche la temperatura gioca un ruolo importante. Se, ad esempio, in una serra scende troppo si puo’ avere un’eccessiva concentrazione di certi pigmenti e una rosa rossa puo’ diventare quasi nera.

Molto diverso è il caso dei petali che portano colori nettamente separati. Di solito si tratta di mutazioni.

Un floricoltore scopre, ad esempio, che una petunia anzichè essere tutta rossa ha delle strisce bianche molto estetiche e allora isola il ” mostro ” e lo moltiplica per via vegetativa, magari in vitro. Dal seme si otterebbero infatti solo petunie normali perchè queste mutazioni, che dipendono da modificazioni dello strato esterno dell’epiderma del fiore nei boccioli, non sono ereditarie.

Miracoli della tecnologia moderna che permette, nel giro di un anno, partendo da un’esemplare mutato, di metterne in circolazione migliaia !

La cosa rende e cosi’, da qualche tempo, si aperta una sfrenata caccia ai ” diversi “.

Mentre ringrazio soddisfatto, Serge Gudin mi racconta che si è addirittura arrivati a far ammalare certe piante per ottenere degli effetti di colore. Le splendide screziature di molti tulipani, ad esempio, non sono altro che la conseguenza di un virus trasmesso artificialmente ai bulbi.


2. Schede didattiche

In questa sezione potete trovare le nostre schede didattiche da stampare, oltre a due disegni da completare inserendo i nomi delle parti del fiore. Cliccate su ciascuna scheda per stamparla.

© Copyright 2014-2021, Alessia de Falco e Matteo Princivalle. Tutti i diritti riservati.


I fiori sono belli, lo sappiamo tutti. Ma la loro meraviglia non si ferma solo alla corolla colorata o al profumo delicato , che attraggono gli insetti , come una vetrina appariscente. È andando a sbirciare tra i petali che troviamo un mini mondo di colori e forme: la grande varietà con cui si mostrano i pistilli e gli stami . Alcuni sono addirittura dei fiori nei fiori, che per emettere il polline devono sbocciare una seconda volta all'interno del fiore già sbocciato.

Se ti è piaciuta questa fotogallery , guarda qui come puoi personalizzare i fiori


Gli step del fai da te con foto e passaggi

In una ciotola piena d’acqua, posate i sassi sul fondo e aggiungete le candele galleggianti.

Scegliete fiori con la corolla larga e tagliate interamente i gambi.

Per realizzare dei galleggianti, tagliate a metà i tappi di sughero…

…e forateli per inserirvi i gambi dei fiori. Tagliate gli eccessi.

Il centrotavola potrà essere preparato anche diverse ore prima perché i fiori si manterranno freschi.


Maestra Mihaela

Traguardi per lo sviluppo di competenze

Riconosce le principali caratteristiche e i modi di vivere di organismi animali e vegetali.

L’alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere.

Esplora il mondo con approccio scientifico. Formula domande, propone e realizza semplici esperimenti.

Obiettivi di apprendimento

Riconoscere le parti e le relative funzioni nella struttura di una pianta.

Classificare i vegetali in base alle diverse caratteristiche: sempreverdi, a foglie caduche, semplici, complesse, erbe, arbusti, alberi.

Conoscere i processi della respirazione e della traspirazione delle piante.

Conoscere l’importanza della fotosintesi clorofilliana per l’ambiente.

Sensibilizzare gli allievi nei confronti dei problemi ecologici e delle potenzialità del miglioramento ambientale.

La linea del tempo delle piante

Le piante sono organismi pluricellulari e autotrofi (dal greco autòs “stesso” e troféo , “nutrire”). Le piante hanno una storia antichissima.

Classificazione delle piante

I botanici conoscono 350 mila specie di piante e le classificano in due gruppi: semplici e complesse.

Le piante semplici sono state le prime a comparire sulla Terra: muschi, alghe e felci. Si riproducono attraverso le spore.

Le alghe furono i primi organismi a comparire sulla Terra non hanno né fusto, né radici.

I muschi non hanno radici ma hanno un fusto molto sottile a cui sono attaccate minuscole foglie. Le felci vivono nel sottobosco e nei luoghi umidi hanno radici, foglie e fusto.

Le piante complesse sono composte da radici, fusto e foglie. Si riproducono attraverso i semi. Si dividono in due gruppi: gimnosperme e angiosperme. Le gimnosperme non hanno fiori e frutti il seme si trova nei coni legnosi, da cui ha origine il nome conifere. Sono chiamate piante sempreverdi: sono i pini, gli abeti e i cipressi.

Tipi di piante

Le piante si distinguono in piante legnose , come gli arbusti e gli alberi, e le piante erbacee .

Gli alberi hanno il fusto robusto e legnoso ricoperto da una corteccia dura. I rami partono da una certa altezza da terra.

Gli arbusti hanno il fusto legnoso ma i rami iniziano a dividersi vicino al terreno.

Nella piante erbacee il fusto è sottile e flessibile e prende il nome di stelo .

Le parti di una pianta

Le piante sono organismi pluricellulari e autotrofi composti generalmente da alcune parti comuni: radici, tronco, foglie .

Le radici servono per ancorare la pianta al terreno e per assorbire da esso l’acqua e le sostanze necessarie.

Il fusto serve per sostenere la pianta e per collegare il fusto alle foglie. Nel suo interno scorrono piccolissimi tubi che trasportano le sostanze utili. Le foglie sono il laboratorio in cui avvengono importanti reazioni: nutrizione, respirazione, traspirazione.

  • La fotosintesi clorofilliana

    Le piante riescono ad essere autotrofe grazie alla fotosintesi clorofilliana .

    La parola fotosintesi clorofilliana è composta da foto = luce , sintesi =combinazione di più sostanze, clorofilliana =deriva dai cloroplasti contenuti nella foglia. La pianta, attraverso la clorofilla contenuta nei cloroplasti e in presenza di luce, trasforma l’anidride carbonica(CO2) e acqua in zucchero rilasciando ossigeno . La fotosintesi clorofilliana è un processo biochimico che permette ai vegetali di produrre composti organici (e quindi nutrienti) partendo da materia inorganica come l’aria, l’acqua e la luce del sole.

    Questo processo avviene in più fasi:

    • Le radici assorbono dal terreno acqua e sali minerali sotto forma di linfa grezza
    • Attraverso la capillarità, la linfa grezza sale lungo il fusto e raggiunge le foglie
    • Le foglie, attraverso gli stomi , catturano l’anidride carbonica presente nell’aria
    • La luce solare innesca la fotosintesi clorofilliana presente nei cloroplasti (piccoli organuli con la clorofilla): la linfa grezza e l’anidride carbonica vengono trasformati in linfa elaborata (zuccheri e amidi), la quale è poi inviata in tutto il resto della pianta per nutrirla e farla crescere
    • A conclusione della fotosintesi, la pianta rilascia nell’aria ossigeno. Questo processo avviene di giorno. Durante la notte la pianta respira e immette anidride carbonica nell’ambiente.
  • Esperimento

    La traspirazione

    La traspirazione è un’importante funzione svolta dalle foglie che permettono di eliminare, attraverso gli stomi, l’acqua assorbita dalle radici. Questo fenomeno avviene attraverso aperture chiamate stomi, che si aprono e si chiudono secondo la maggiore o mi- nore necessità della pianta.

    ESPERIMENTO

    un sacchetto di plastica trasparente

    Procedimento

    Chiudiamo la pianta con un sacchetto di plastica trasparente e dello spago e la posizioniamo in una zona esposta al sole.

    Osservazioni

    Dopo qualche ora possiamo notare diverse gocce d’acqua all’interno del sacchetto.

    Conclusione

    Le goccioline non sono altro che il vapore acqueo traspirato dalle foglie che si è condensato sulla parte intera del sacchetto.

    La pianta elimina attraverso gli stomi l’acqua in eccesso.

  • Le piante emettono vapore acqueo nell’atmosfera e contribuiscono al ciclo dell’acqua.

    Quanto vive una pianta?

    Le piante hanno bisogno di acqua, aria e sole per vivere e svilupparsi.

    La durata della vita delle piante annuali è molto diversa: ci sono piante annuali, biennali, perenni . Le piante annuali compiono il loro ciclo vitale in un anno nascono in primavera e muoiono in autunno(es. il pomodoro). Le piante biennali vivono due anni mentre le piante perenni più di due anni (es. la sequoia).

    Approfondimento: le piante carnivore

    Sono diventate carnivore a causa dell’ambiente in cui crescono che è carente dei nutritivi di cui una pianta ha bisogno. Esse si sono adattate a mangiare e a ricavare ciò di cui hanno bisogno per vivere dalla digestione delle proteine degli animali.

    Gli insetti vengono catturati per mezzo delle foglie che si trasformano in vere e proprie trappole.

    Le parti del fiore

  • Il peduncolo sostiene il fiore e lo collega allo stelo . La corolla è la parte più colorata e profumata del fiore per attirare gli insetti che collaborano alla riproduzione svolgendo il ruolo di impollinatori è formata dai petali che si riuniscono alla base nel calice , a sua volta formato dai sepali che proteggono il fiore quando non si è ancora aperto. Gli stami che sono la parte maschile del fiore, formati da lunghi e sottili filamenti sulla cui cima si trovano dei rigonfiamenti, detti antere , che contengono granuli di polline. Il pistillo è la parte femminile del fiore che ospita l’ ovario , l’organo che contiene gli ovuli , le cellule femminili utili per la riproduzione.

    La riproduzione delle piante

    Le piante semplici si riproducono per mezzo di spore , piccole cellule prodotte dalla pianta madre.

    Le piante complesse si riproducono per mezzo di semi . La formazione del seme avviene attraverso l’incontro tra un elemento maschile, il polline , e un elemento femminile, l’ovulo .

    La prima fase della riproduzione è l’ impollinazione . Grazie al vento (impollinazione anemofila), ad alcuni animali(impollinazione zoofila) come insetti e all’acqua (impollinazione idrofila), il polline prodotto dall’antere di un fiore raggiunge lo stimma di un altro fiore.

    I più comuni insetti impollinatori sono:

    Quando il polline , l’organo maschile di una piante, incontra gli ovuli , le cellule femminili di un’altra pianta, si produce la fecondazione , che dà inizio allo sviluppo del seme e del frutto.

    Il seme ha il compito di germogliare e dare vita a una nuova pianta. Il frutto ha il compito di proteggere il seme e di favorirne la diffusione.

    I frutti hanno forme diverse ma possono essere suddivisi in tre tipi: carnosi (pomodoro, ciliegia, arancia), secchi (grano, castagna, piselli) e i falsi frutti (mela, fragola, fico).

    La disseminazione e la germinazione

    La disseminazione è quel processo attraverso cui i semi vengono trasportati lontano dalla pianta madre per assicurarne la crescita e la diffusione della specie.

    La germinazione è il processo che porta allo sviluppo di una nuova pianta.

    Le fasi della germinazione:

    • Il seme si gonfia fino a rompere la cuticola che lo riveste, si apre e compare l’embrione
    • Si forma la plantula (il primo fustino) e la radichetta primaria
    • compaiono le prime foglioline
    • Si sviluppano le radici, il fusto e le foglie .

    DDI Scheda da ricopiare sul quaderno

    La reazione agli stimoli

    Per difendere la propria sopravvivenza ogni organismo deve essere in grado di muoversi in risposta a stimoli esterni, in modo da interagire al meglio con l’ambiente. In autunno, molti alberi a foglia larga, rallentano le funzioni vitali e lasciano cadere a terra le foglie.

    Le piante si difendono quando la corteccia viene incisa, producendo una sostanza appiccicosa, la resina, che chiude la ferita.

  • L’ eliotropismo è il movimento delle foglie e dei fiori della pianta verso la luce. Questo fenomeno, nel caso del girasole, serve ad accelerare la maturazione dei semi.

  • Le radici compiono un movimento nella direzione dove possono assorbire più acqua: idrotropismo .

    Il geotropismo è la capacità delle radici di orientarsi in direzione della forza di gravità.

    Il movimento delle foglie della pianta più timida del pianeta: la mimosa pudica.

    Molte piante regolano le loro attività in accordo con i cicli naturali: l’apertura e la chiusura degli stomi, ad esempio, coincide con l’alternarsi del dì e della notte, mentre la fioritura avviene in una determinata stagione. Le nictinastie sono movimenti che consistono nella chiusura di fiori e foglie alla sera e alla loro riapertura il mattino seguente.

    l tigmotropismo permette alla pianta di rispondere al contatto fisico con un altro corpo, come ad esempio in alcune piante rampicanti.

    Approfondimento: l’importanza delle piante

    Le piante rivestono un ruolo fondamentale per il ricambio dei gas e per la diminuzione dell’inquinamento terrestre . Un ettaro di bosco produce l’ossigeno per 40 persone ogni giorno.

    Le piante contribuiscono all’economia: la popolazione di molti paesi dipende dai prodotti agricoli per il proprio sostentamento e il proprio reddito.

    I vegetali sono la base della catena alimentare : molti insetti, animali erbivori ed esseri viventi si nutrono di piante.

    Le foglie, i frutti, i rami delle piante decomposti da funghi e batteri danno nutrimento al terreno contribuendo alla formazione di terreno fertile (humus).

    I boschi forniscono rifugio e un habitat naturale per tanti animali.

    Frutti, semi, radici, foglie, fiori costituiscono gran parte della nostra alimentazione mentre dalle fibre naturali si producono tessuti e materiali per i vestiti che indossiamo ogni giorno.

    Estratti di alcune piante hanno la capacità di ridurre le infiammazioni e sono utilizzati in industria farmaceutica , altri diminuiscono l’impatto degli effetti dell’invecchiamento.

    Dai fiori si ricavano profumi mentre il legno è utilizzato per costruire abitazioni, mobili, strumenti musicali, utensili .

    Lavoro in DDI

    Scrivi la tua riflessione sull’importanza delle piante poi aggiungi un’immagine rappresentativa. Inserisci il lavoro su Padlet

    Mappe concettuali

    Con CmapTools, realizza la mappa concettuale delle piante

    Domande per lo studio

    Quante specie di piante conoscono i botanici?

    Come hanno classificato i botanici le piante?

    Quali vegetali appartengono alle piante semplici?

    In quali due sottogruppi si dividono le piante complesse?

    Che cosa sono le angiosperme? Che cosa sono le gimnosperme?

    Perché le foglie sono considerate il laboratorio chimico per le piante?

    Cosa significa fotosintesi clorofilliana?

    Quali sono i prodotti finali della fotosintesi?

    Dove viene trasportata la linfa elaborata?

    Che cos’è la disseminazione?

    Che cos’è il fototropismo? Quali piante interessa?


    Video: Come creare un fiore stilizzato su cartoncino 1- How to create a stylized flower on cardboard 1