Croco - Crocus vernus

Croco - Crocus vernus

Generalità

Il croco, o crocus, appartiene alla famiglia delle iridacee ed è coltivata nella maggior parte dei paesi del Mediterraneo, ma anche in Asia Minore. Dal bulbo del croco nasce una pianta alta non più di 15 cm che produce un fiore solitamente di color lilla, ma che può essere anche giallo, arancio, bianco con striature o viola scuro a seconda delle varietà. Una delle principali caratteristiche del croco è la sua grande forza, basti pensare che il bulbo fiorisce anche se non interrato, è sufficiente solamente lasciarlo in un luogo fresco e non chiuso. Il croco è molto utilizzato per giardini e aiuole per via della loro grande resistenza al freddo.


Ambiente ed Esposizione

Il croco ama posizioni fresche e molto luminose, è un bulbo caratteristico da giardino anche per via delle poche cure di cui necessita, pertanto sarà sufficiente scegliere un luogo ben illuminato ed aerato, che magari non sia a contatto con i raggi diretti del sole per troppe ore al giorno. Una esposizione troppo prolungata e diretta con i raggi sel sole potrebbe infatti bruciare le foglie ed i fiori. Il croco teme solamente le temperature più rigide, che vanno ben al di sotto dello zero.


Terreno

Il terreno ideale per questi bulbi è quello abbastanza umido e particolarmente ricco di humus, anche nella scelta del terreno dunque il croco non dimostra di essere troppo esigente poiché non richiede affatto combinazioni di terriccio troppo elaborate.


Messa a dimora

Il momento migliore per mettere a dimora questo bulbo è l'autunno, da settembre inoltrato sino a metà novembre; interrare il bulbo ad una profondità di almeno 15 cm nel terreno è veramente una buona idea, questo accorgimento infatti permetterà alle radici di raggiungere in profondità zone più umide e fresche, ancor più abbondanti di humus. Per favorire la crescita è inoltre ideale piantare ogni bulbo ad una distanza di almeno cinque centimetri l'uno dall'altro, il croco infatti ha uno sviluppo cosiddetto tappezzante, il che significa che tende ad allargarsi molto ed è dunque necessario dare immediatamente alla pianta lo spazio di cui necessita.


Annaffiatura

Abbiamo detto che il croco ama terreni umidi e ricchi di humus, tuttavia annaffiare troppo spesso ed in maniera troppo abbondante la pianta non è, in generale, un'idea vincente. Annaffiature troppo abbondanti creano infatti una umidità troppo eccessiva, non gradita dalla pianta e causa dei soliti marciumi, pertanto si annaffierà di più solamente nei periodi più caldi ed attendendo che il terreno si asciughi completamente tra un irrigazione e l'altra.


Concimazione

Per la concimazione è bene seguire alcuni consigli molto, ma molto, semplici. Al momento della messa a dimora si può utilizzare un buon concime a lenta cessione direttamente nel terreno, per garantire al bulbo il nutrimento di cui necessità per un lungo periodo. Un secondo accorgimento verrà preso quando noterete i primi fiori appassire, intervenite con un concime specifico per bulbose aggiungendolo, ogni quindici o venti giorni, all'acqua, noterete immediatamente un miglioramento e prolungherete la fioritura. Proseguito il trattamento per il periodo caldo dell'anno ed interrompete alla fine dell'estate.


Riproduzione

Il croco si riproduce attraverso i bulbilli. Questi ultimi vanno tagliati dal bulbo principale, puliti e trattati con un buon agente anti fungo prima di essere interrati ad una profondità di 10 cm in un terreno umido e ricco di humus.


Potatura

Il croco non necessita di particolari operazioni di potatura, esclusa la rimozione di parti secche o marcite per favorire una migliore fioritura.


Fioritura

La maggior parte delle specie di croco fioriscono tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre la specie crocus sativus fiorisce tra settembre e novembre.


Malattie e Parassiti

Il croco è una pianta che, come detto, predilige terreni piuttosto umidi, per questo motivo è bene trattare la pianta con agenti fungicidi per evitare l'insorgere di malattie fungine. Anche insetti e parassiti possono essere un problema, poiché possono facilmente attaccare foglie e petali, pertanto è altamente consigliato anche un trattamento preventivo con agenti antiparassitari. Il trattamento anti parassitario va iniziato prima della fioritura e continuato in questo periodo, l'agente fungicida va invece utilizzato prima che i boccioli comincino ad ingrossarsi ed a schiudersi.


Consigli per l'acquisto

Questa pianta bulbosa è, come detto, molto forte e capace di fiorire anche se non interrata, pertanto non ci sono particolari accorgimenti se ne si vuole acquistare una in un garden center. Ovviamente cercate sempre di prendere piante dall'aspetto curato e non del tutto fiorite, sono infatti queste quelle che con maggior probabilità sopravviveranno a lungo dopo l'acquisto.


Specie

Vi sono circa una ottantina di varietà di croco, tutte che variano nei colori giallo, lilla, arancio e bianco striato, e che hanno come caratteristica tre stamens. Da segnalare il Crocus Sativus, che fiorisce in autunno e dal quale si ricava lo Zafferano.


Croco: Curiosità

Come abbiamo visto da una varietà di croco si ricava lo zafferano, utilizzato da secoli sopratutto in medio oriente. Il nome ha un origine davvero nobile, proviene infatti dal greco Krokos, e viene nominato anche da Omero nella sua Iliade.



The world of plant names is riddled with homonyms – that is two different plants sharing the same name. When you hear the word “marigold” do you think of the native, sunny yellow marsh marigold or the papery bedding plant (tagetes) your grandmother set around the garden? Depending on where you live the name “bluebell” may refer to a native spring perennial, a Mediterranean bulb, or a desert annual. No wonder plant nerds use scientific names.

When it comes to bulbs, the name “crocus” is often used to describe two unrelated plants: colchicum, often called autumn crocus, is a lily relative, while true crocuses belong to the iris family. The true crocuses include the popular spring-blooming varieties that mark winter’s end, fall-blooming species, and the saffron crocus used in cooking.

So why do they share the same name? Because looks can be deceiving. Both bulbs produce large, chalice-like blooms in shades of lilac, pink, violet, and white. And both include varieties that bloom in autumn as the summer garden fades. Fortunately, the two plants share similar needs, so even in the case of mistaken identity gardeners have found success. Still, American Meadows uses the proper name colchicum to avoid confusion.


What’s the Difference?

While flowers of the two plants look similar, there are some notable differences between the two groups.

Bulbs: Both true crocus and colchicum grow from corms, not true bulbs. The corms of colchicum tend to be larger than crocus. As such, they have different planting requirements. The larger colchicums are planted at a depth of 4 to 6 inches, with an equal spacing, or about 4 plants per square foot. Crocus corms are planted at only 2 to 3 inches deep and spaced 2 to 3 inches apart, for about 12 corms per square foot.

Foliage: Colchicum flowers appear naked, that is the blooms emerge separate from the foliage. Colchicum leaves appear in spring and are large and floppy, looking quite at home among hostas. Fall-blooming crocus has narrow, grass-like foliage that appears either in autumn or in the spring, depending on the species. Spring-blooming varieties flower at the same time foliage emerges.

Flowers: The flowers of colchicum are typically larger than those of crocus and each corm produces 5 to 10 stalks each bearing a single flower. These showy blooms grab your attention from across the garden. Crocus blooms are daintier with fewer blooms per corm, but have lovely detail when viewed up close. The two groups bloom September through November, with some crocus varieties blooming as late as December.

Hardiness: With the exception of the saffron crocus, colchicum tend to tolerate colder winter temperatures (Zones 4-10) than fall-blooming crocus (Zones 6-10). Saffron crocus is hardy to zone 4.


Contents

  • 1 Etymology
  • 2 History
  • 3 Description
  • 4 Distribution
  • 5 Species
    • 5.1 Autumn crocus
  • 6 Cultivation
  • 7 Similar species
  • 8 Metaphorical use
  • 9 Culture
  • 10 Usage
  • 11 References
  • 12 Bibliography
  • 13 External links

The name of the genus is derived from the Greek κρόκος (krokos). [5] This, in turn, is probably a loan word from a Semitic language, related to Hebrew כרכום karkōm, Aramaic ܟܟܘܪܟܟܡܡܐ kurkama, and Arabic كركم kurkum, which mean "saffron" (Crocus sativus), "saffron yellow" or turmeric (see Curcuma). [6] The word ultimately traces back to the Sanskrit kunkumam ( कुङ्कुमं ) for "saffron". [7] The English name is a learned 16th-century adoption from the Latin, but Old English already had croh "saffron". [8]

Cultivation and harvesting of Crocus sativus for saffron was first documented in the Mediterranean, notably on the island of Crete. Frescos showing them are found at the Knossos site on Crete, [9] as well as from the comparably aged Akrotiri site on Santorini. [ citation needed ]

The first crocus seen in the Netherlands, where crocus species are not native, were from corms brought back in the 1560s from Constantinople by the Holy Roman Emperor's ambassador to the Sublime Porte, Ogier Ghiselin de Busbecq. A few corms were forwarded to Carolus Clusius at the botanical garden in Leiden. By 1620, the approximate date of Ambrosius Bosschaert's painting (illustration, below), new garden varieties had been developed, such as the cream-colored crocus feathered with bronze at the base of the bouquet, similar to varieties still on the market. Bosschaert, working from a preparatory drawing to paint his composed piece spanning the whole of spring, exaggerated the crocus so that it passes for a tulip, but its narrow, grass-like leaves give it away. [ citation needed ]

Crocus sativus & C. vernus, illustration by Amédée Masclef, from Atlas des plantes de France, 1891

Saffron gatherers appear in Minoan frescos on the island of Santorini in the Aegean Sea.

Composed Bouquet of Spring Flowers, by Ambrosius Bosschaert, circa 1620 (Louvre Museum)

The cup-shaped, solitary, salverform flower tapers off into a narrow tube. Their colors vary enormously, although lilac, mauve, yellow, and white are predominant. The grass-like, ensiform leaf [10] shows generally a white central stripe along the leaf axis. The leaf margin is entire. [ citation needed ]

A crocus has three stamens, while a similar-looking toxic plant, Colchicum, sometimes popularly referred to as "autumn crocus", has six stamens. In addition, crocus have one style, while Colchicum have three. [11]

Crocuses are distributed across central and southern Europe, North Africa, Middle East, and Central Asia to western China. [1] [3] [4]

The taxonomic classification proposed by Brian Mathew in 1982 was based mainly on three character states:

  • the presence or absence of a prophyll (a basal spathe)
  • the aspect of the style
  • the corm tunic.

The seven species discovered since then have been integrated into this classification. [12]

Molecular analysis carried out at the University of Copenhagen suggests this classification should be reviewed. In particular, the DNA data suggest there are no grounds for isolating C. banaticus in its own subgenus Crociris, though it is a unique species in the genus. Because it has a prophyll at the base of the pedicel, it therefore would fall within section Crocus, although its exact relationship to the rest of the subgenus remains unclear.

Another anomalous species, C. baytopiorum, should now be placed in a series of its own, series Baytopi. C. gargaricus subsp. herbertii has been raised to species status, as C. herbertii. Perhaps most surprisingly, autumn-flowering C. longiflorus, the type species of series Longiflori (long regarded by Mathew as "a disparate assemblage"), now seems to lie within series Verni. In addition, the position of C. malyi is currently unclear.

DNA analysis and morphological studies suggest further that series Reticulati, Biflori and Speciosi are "probably inseparable". C. adanensis and C. caspius should probably be removed from Biflori C. adanensis falls in a clade with C. paschei as a sister group to the species of series Flavi C. caspius appears to be sister to the species of series Orientales.

The study shows "no support for a system of sections as currently defined", although, despite the many inconsistencies between Mathew's 1982 classification and the current hypothesis, "the main assignment of species to the sections and series of that system is actually supported". The authors state, "further studies are required before any firm decisions about a hierarchical system of classification can be considered" and conclude "future re-classification is likely to involve all infrageneric levels, subgenera, sections and series". [13]

Below is the classification proposed by Brian Mathew in 1982, adapted in accordance with the above findings:


Come riconoscere il falso zafferano che uccide

Colchico d'autunno (Foto da Wikipedia)

Dopo la morte di una coppia di coniugi veneti, un'altra famiglia è finita in ospedale per un avvelenamento da 'falso zafferano', chiamato anche 'zafferano bastardo', colchico d'autunno (Colchicum Autumnale).

A differenza del commestibile zafferano vero (Crocus sativus), pianta della famiglia delle Iridaceae, il colchico autunnale della famiglia delle Liliacee, è velenoso. "E' vero sono molto simili", dice all'Adnkronos il professor Mauro Serafini, ordinario di Botanica Farmaceutica alla Sapienza di Roma. "Quando si decide di assaggiare delle piante, è fondamentale conoscerle, sapere cioè il periodo di fioritura, il loro aspetto e i luoghi in cui crescono", aggiunge.

Il colore violetto di entrambi può far confondere ma i modi per distinguerle ci sono. "Innanzitutto è molto difficile trovare lo zafferano in alta montagna - sottolinea Serafini - nel Nord Italia non cresce quasi mai". Il fiore dello zafferano presenta tre stami, o stimmi, mentre il colchico autunnale ne ha 6. La fioritura di quest'ultimo è da agosto a settembre, mentre lo zafferano fiorisce verso la fine di ottobre-prima metà di novembre.

"Il colchico d'autunno contiene la colchicina, un veleno mitotico - spiega il professore - in pratica blocca la divisione delle cellule. A piccole dosi e sempre solo sotto controllo medico, viene usato nell'omeopatia e, rallentando i processi metabolici che portano alla formazione dell’acido urico, rappresenta un buon rimedio contro la gotta".

"Gli effetti avversi, provocati dall'ingestione di parti di questa pianta sono quelli tipici dell'avvelenamento con dolori acuti non controllabili", conclude Serafini. Quindi nausea, diarrea, vomito e dolori addominali. Se l'intossicazione è acuta si può anche morire. Generalmente il decesso sopraggiunge in seconda o terza giornata per collasso cardiocircolatorio o choc settico


Croco - Crocus vernus - giardino

学名/ Scientific name : Crocus (chrysanthus or vernus)

別名/ Alternative English name: Spring Crocus, Giant Crocus, snow crocus, golden crocus

日本名別名/ Alternative Japanese name: ハナサフラン、ハルサフラン

イタリア語名/ Italian name Zafferano, Croco

原産地/ Original : Balkans and Turkey (chrysanthus)、Alps, the Pyrenees, and the Balkans (vernus)

Balkans and Turkey (chrysanthus)、Alps, the Pyrenees, and the Balkans (vernus)

黄色いクロッカス(Crocus chrysanthus snow crocus, golden crocus ) と紫、白のクロッカス (Crocus vernusSpring Crocus, Giant Crocus) は別種ですが、日本では同じ園芸種クロッカスとして扱われています。

Crocus is common name of flowering saffron blooming in early spring and cultivated for ornamental plant. Yellow flower variety (Crocus chrysanthus snow crocus, golden crocus ) and violet or white flower variety (Crocus vernusSpring Crocus, Giant Crocus) is different variety but treated as crocus in garden shop in Japan.

写真ギャラリー/ Gallery : Crocus chrysanthus

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写真ギャラリー/ Gallery : Crocus vernus

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Crocus neapolitanus

学名/ Botanical name : Crocus neapolitanus

シノニム/ Synonym : Crocus vernus neapolitanus

English common name : Crocus

イタリア語名/ Italian name Zafferano, Croco

原産地/ Original : N. & Central Italy to NW. Balkan Peninsula.

It appears in the mountain meadows and in the forest clearings when the snow melts, or at the first sun after heavy rains. Pollen is collected especially in Abruzzo (central Italy) and marketed as a spice in mediterranean cuisine

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Pictures and data are offered by Dr. Mario Berti in Rome. I appreciate Mario’s kindness.

データ/ Data (下の写真をクリックしてください、詳しいデータが見られます。Please click pictures below to find more details of data of pictures)


Video: Crocus Vernus @ Fiori e piante della montagna bellunese